La nota: “Il protezionismo non solo danneggia l’economia, ma erode anche le fondamenta della cooperazione internazionale”.
Roma – “L’Istituto Friedman esprime la propria decisa opposizione ai dazi introdotti dall’amministrazione americana ed alle previste contromisure degli altri Paesi, sono infatti misure che contraddicono i principi del libero mercato tanto cari a Milton Friedman, nostro ispiratore, e che rischiano di compromettere la prosperità economica globale”. Così in una nota l’Istituto Milton Friedman Institute che prosegue così: “Friedman sosteneva che ‘la libertà economica è una condizione essenziale della libertà politica’ e che il commercio libero sia il mezzo più efficace per promuovere la pace e il benessere tra le nazioni. In questa prospettiva, i dazi rappresentano un passo indietro: aumentano i costi per i consumatori, riducono la competitività delle imprese – in particolare quelle integrate nelle catene di approvvigionamento globali – e condizionano il mercato, soffocando concorrenza e innovazione”.
“Come ammoniva Frédéric Bastiat – si legge nella nota – ‘Dove non passano le merci, passano gli eserciti’. Il protezionismo non solo danneggia l’economia, ma erode anche le fondamenta della cooperazione internazionale, aprendo la strada a tensioni geopolitiche. Lungi dal proteggere l’industria nazionale, i dazi generano inefficienze, penalizzano i cittadini con prezzi più alti e limitano l’accesso a beni e servizi di qualità. L’idea che tali misure possano risolvere squilibri commerciali o rilanciare l’occupazione ignora la complessità delle dinamiche moderne e il costo reale scaricato sulla società”.
“L’Istituto Friedman – conclude la nota – crede che le sfide economiche, come la perdita di competitività in alcuni settori, vadano affrontate non con barriere artificiali, ma con politiche che favoriscano la formazione, l’innovazione tecnologica, la riduzione della pressione fiscale e la flessibilità del mercato del lavoro. Ribadiamo l’appello a un ripensamento di questa strategia, affinché si torni a promuovere la libertà economica e il commercio aperto, strumenti insostituibili per garantire un futuro di crescita, stabilità e pace”