Dap senza vertici da 3 mesi, Nordio: “Presto risolveremo”, ma è polemica

Osapp: “Non c’è un capo Dap perché Delmastro decide tutto”. Magi: “Un altro caso di analfabetismo istituzionale al governo”.

Roma – La mancanza del capo del Dap “è una questione che sarà risolta a breve. Il capo del Dap non risolverà certo il problema del sovraffollamento carcerario e dei suicidi, che è oscillante e non dipende dal sovraffollamento, il quale però è un problema grave”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al Tg3, in merito all’assenza di una guida per il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. “Sono tre mesi che manca un capo Dap a causa dell’ingerenza e dell’onnipresenza del sottosegretario Delmastro che, di fatto, ha assunto questo ruolo”, aveva detto a LaPresse il segretario dell’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria (Osapp), Leo Beneduci, in merito alla mancata nomina del nuovo capo del Dap dopo le dimissioni di Giovanni Russo.

“Si dice che Russo sia andato via proprio per le ingerenze di Delmastro che si è fatto dare un ufficio al quarto piano del Dipartimento e da lì dirige tutto. E’ una presenza ingombrante”. E poi “è incredibile il lassismo e il disinteresse del ministro Nordio di fronte a questa situazione”, conclude il sindacalista. Gli fa eco il segretario di Più Europa Riccardo Magi: “da tre mesi il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è ostaggio del Sottosegretario Delmastro, senza guida dopo le dimissioni di Russo a dicembre. Abbiamo capito dalle notizie di stampa di oggi che si tratta di un altro caso di analfabetismo istituzionale al governo e che fotografa la prepotente approssimazione con cui Delmastro gestisce la questione carceri”.

Delmastro “conferma che a lui delle carceri e dei detenuti interessa ben poco, – prosegue Magi – a meno che non debba togliergli l’aria che respirano, e che anche questo tema è solo una lotta di potere interna alla maggioranza e a FdI. Un’altra pagina nera scritta da questo governo sulle carceri. Nel frattempo le persone continuano a morire negli istituti penitenziari italiani: 90 detenuti deceduti nel 2024 e ben 20 in questi primi mesi del 2025″. “Delmastro ha fatto circolare il nome di Di Domenico sui giornali senza tutti i necessari passaggi istituzionali e ora siamo all’impasse”, scrive sui social Ivan Scalfarotto, capogruppo di Italia Viva in Commissione Giustizia. “La situazione è tragica: senza un capo di polizia penitenziaria, con i nostri agenti mandati in Albania, e la situazione delle carceri ai massimi della propria disfunzionalità per sovraffollamento, penuria di personale e suicidi. Tra Nordio e Delmastro, la nostra giustizia è allo sbando”, conclude Scalfarotto. 

E ancora, “le condizioni di vita e di lavoro all’interno delle carceri italiane sono indecorose“, dichiara in una nota Debora Serracchiani, responsabile giustizia nella segreteria nazionale del Pd. “Ciononostante, da mesi manca il capo del Dap. Leggiamo che sia una scelta esclusiva del sottosegretario Delmastro e che lo stesso avrebbe indicato una dirigente a sé vicina. Eppure la nomina andrebbe fatta dal ministro e il decreto di nomina è del Presidente della Repubblica, che – leggiamo – neppure è stato informato. Ancora una volta il sottosegretario Delmastro dimostra di non avere alcun senso delle istituzioni e il ministro Nordio di essere stato commissariato dal suo stesso sottosegretario. Senza pudore”. E’ evidente a tutti che Delmastro non può più occuparsi del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il ministro batta un colpo. Sulle carceri Nordio è commissariato da Delmastro”, sottolinea la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi.

Manca il capo del Dap ma mancano i direttori in troppi istituti”, aveva scritto su Facebook il mese scorso il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del Pd. Solo a Milano, aggiunge il senatore, “sono sguarniti San Vittore, dove siamo oltre al 200% di presenze rispetto alla capienza; Opera, dove c’è il 41bis, e il Beccaria. È chiaro che così non solo non si fa fronte all’emergenza, ma neppure ai problemi ordinari. È importante capire se questa situazione è frutto di sciatteria e sottovalutazione da parte del governo o è una scelta consapevole che vuole ridurre il carcere esclusivamente a luogo di pena, in cui basta garantire la sicurezza e non serve preoccuparsi anche di garantire condizioni di detenzione civili e percorsi formativi e rieducativi. Su questo presenteremo una interrogazione al ministro della Giustizia”.

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