La donna aveva già pagato 7mila euro per comprare il silenzio del fidanzato della figlia. Ma alla seconda richiesta si è rivolta ai carabinieri.
Venezia – Aveva scoperto il segreto più inconfessabile della futura suocera e aveva deciso di trasformarlo in un bancomat personale. Paga o racconto tutto: questo il ricatto, spietato e calcolato, messo in piedi da un ragazzo appena diciottenne ai danni della madre della sua fidanzata, una donna residente in un piccolo comune del Veneto orientale, nella provincia di Venezia, che per mesi ha vissuto nell’incubo di veder distrutta la propria vita familiare. Una vicenda squallida, in cui i legami affettivi si sono trasformati in catene e il silenzio ha avuto un prezzo sempre più alto, fino a quando la vittima ha trovato il coraggio di dire basta.
La storia ha radici che risalgono alla fine dello scorso anno. Il giovane, fidanzato da tempo con la figlia della donna, era entrato in possesso di chat, immagini e informazioni personali che documentavano una relazione sentimentale portata avanti dalla suocera all’insaputa della famiglia. Materiale esplosivo, sufficiente a far deflagrare qualsiasi equilibrio domestico. Forte di quelle prove, il ragazzo aveva avanzato una prima richiesta: 7mila euro in contanti per garantire il proprio silenzio. La donna, terrorizzata dalle conseguenze di una rivelazione pubblica, aveva pagato, convinta che la questione si sarebbe chiusa lì.
Ma l’appetito del giovane estorsore era destinato a crescere. Nelle scorse settimane il diciottenne è tornato alla carica con una pretesa sette volte superiore: 50mila euro, una cifra enorme, impossibile da movimentare dai conti correnti senza destare sospetti. A quel punto la vittima ha capito che il ricatto non sarebbe mai finito e ha preso la decisione più difficile: varcare la soglia della caserma dei carabinieri e raccontare tutto.
Le forze dell’ordine, coordinate dalla Pm Monica Guzzardi, hanno messo in piedi una “cessione controllata“: un finto scambio di denaro monitorato passo dopo passo dagli investigatori. La donna ha accettato di simulare la consegna, mentre i militari sorvegliavano la scena, appostati nelle vicinanze. Al momento della transazione le manette sono scattate: il diciottenne è stato arrestato con l’accusa di estorsione.
Comparso davanti al gip Alberto Scaramuzza per l’udienza di convalida, il ragazzo ha ammesso le proprie responsabilità, confermando di aver preteso denaro dalla madre della fidanzata in cambio della promessa di non divulgare le sue informazioni private. Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari.
Ma la vicenda è tutt’altro che chiusa. Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire un tassello cruciale: come il diciottenne sia entrato in possesso di quel materiale compromettente. Chat cancellate, foto salvate, schermate del telefono: qualcuno gliele ha passate, oppure le ha ottenute da solo? La Procura non esclude dal novero dei sospettati nemmeno le persone più vicine alla vittima, compresa la stessa figlia, legata sentimentalmente al giovane arrestato. L’ipotesi che la ragazza possa aver fornito, consapevolmente o meno, le prove dell’infedeltà della madre al proprio fidanzato è al vaglio degli investigatori. Una bomba a orologeria familiare pronta a esplodere ben oltre le aule del tribunale.