Marito e moglie, entrambi 75enni, erano soli in casa. L’uomo, dopo l’omicidio, si è ferito ai polsi nel tentativo di farla finita.
Benevento – Ci sono tragedie che esplodono nel silenzio di una casa, all’ora più assolata di un Ferragosto qualunque, e spezzano per sempre una vita costruita in decenni di quotidianità. È quanto accaduto nel primo pomeriggio di sabato 15 agosto a Pastene, tranquilla frazione di Sant’Angelo a Cupolo, in provincia di Benevento, dove Faustino Cardillo, 75 anni, ha ucciso a coltellate la moglie Maria D’Alessandro, sua coetanea, per poi rivolgere l’arma contro se stesso nel tentativo di togliersi la vita.
Il dramma si è consumato intorno alle 14.30, in una villetta di via Capasso Torre di Caprara, a pochi passi dalla chiesa di San Giuseppe. I due, entrambi pensionati, si trovavano soli in casa, senza altri familiari accanto. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, l’uomo avrebbe afferrato un coltello da cucina e avrebbe colpito ripetutamente la donna al culmine di una lite. Per Maria non c’è stato nulla da fare: è stata trovata senza vita sul divano dell’abitazione, uccisa dalle gravi ferite.
Subito dopo, Faustino Cardillo si è ferito ai polsi nel tentativo di farla finita. Soccorso ancora vivo, è stato trasferito d’urgenza in ospedale, dove è stato arrestato e affidato alle cure dei sanitari. Sul posto sono intervenuti in breve tempo i militari della Compagnia di Benevento, che hanno avviato i rilievi per ricostruire la dinamica del femminicidio.
A indagare sono la Pm Maria Colucci, giunta sul luogo della tragedia insieme al capitano Giuseppe Friscuolo, e il medico legale Emilio D’Oro, incaricato del sopralluogo. La salma della 75enne è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Pio di Benevento, in attesa degli esami autoptici.
Al momento gli investigatori concentrano l’attenzione sulle condizioni psichiche dell’uomo. Da circa una decina di giorni, secondo quanto emerso, Cardillo — un ex dipendente della Nestlé — manifestava un evidente stato di malessere, tanto che appena due giorni prima del delitto si sarebbe sottoposto a una visita neurologica. Un tassello che gli inquirenti dovranno inserire nel quadro complessivo per far luce sul movente di una strage familiare che ha gettato nel dolore l’intera comunità di Pastene.