COME AD AUSCHWITZ: SETTANTA PROCIONI GASATI

Nonostante le proteste di animalisti e semplici cittadini i simpatici e innocui animali sono stati ammazzati senza pietà. Il gas è un metodo eutanasico?

Circa settanta procioni innocui alla camera a gas. Questo è accaduto all’Ente Parco Adda Nord nonostante la raccolta di tremila firme da parte della LAV di Bergamo.

Il contenzioso tra la LAV e Parco Adda Nord sul regolamento europeo non ha riguardato la sterilizzazione in sé, ma la possibilità di reimmettere in natura i procioni dopo l’avvenuta sterilizzazione. Il Parco sosteneva infatti che la re-immissione di animali alloctoni dopo la sterilizzazione fosse vietata dal regolamento, ipotesi poi smentita dal Commissario europeo all’Ambiente, Karmenu Vella. La sua dichiarazione ha fatto cadere l’argomentazione principale del Parco.

LAV

 Negli scorsi anni, infatti, gli orsetti lavatori, che sono originari del Nord America, si sono moltiplicati, causando danni alle coltivazioni e alla fauna e anche ai cittadini, che sempre più spesso se li trovavano nei cortili e nei giardini di casa. L’ex presidente del Parco, Benigno Calvi, è stato commissariato insieme al Consiglio di gestione per irregolarità sia amministrative che contabili; Claudia Maria Terzi, ex assessore regionale all’Ambiente e Giuliana De Filippis, ufficio risorse naturali dell’Ente Parco, hanno considerato carta straccia le firme dei tremila sottoscrittori della petizione. L’associazione animalista ha ricevuto un “no” categorico a qualunque confronto con gli enti preposti.

 La vicenda era cominciata nel 2016, quando LAV aveva più volte reclamato un incontro con l’allora assessore all’Ambiente Claudia Maria Terzi, peraltro mai accettato.

Giuliana De Filippis ha infatti risposto sempre negativamente, giustificando quale impedimento la sola convenzione sottoscritta con le Università di Milano e dell’Insubria, quasi questa fosse più importante della vita dei 70 piccoli procioni. Nello scorso anno gli esami svolti sugli animali uccisi, previsti dal progetto Parco e richiesti espressamente dalla LAV, non hanno rilevato l’esistenza di Baylisascaris procyonis, verme nematode che potrebbe causare seri danni al tessuto cerebrale dell’uomo qualora si verificasse un’infezione.

 In ogni caso ciò che stupisce di più è che sia stato previsto addirittura un accordo per lo stanziamento da parte di Regione Lombardia e del Parco Adda Nord di altri 60 mila euro per l’eliminazione totale degli orsetti lavatori fino al 2020. In particolare si tratterebbe di 15mila euro resi disponibili dal Parco e di 45mila euro versati dalla Regione.

Parco Adda Nord

L’associazione con sede a Bergamo lancia un allarme perché si interrompano le morti cruente e chiede chiarezza sul perché sia stata perseguita fino all’ultimo tale scelta. Si è mossa anche l’eurodeputata del M5S Eleonora Eve, che sta lavorando a un’interrogazione da presentare al Parlamento Europeo. Grazia Parolari, responsabile area Fauna Selvatica della LAV, da noi contattata, ci ha comunicato a nome dell’associazione che, pur considerando lecite le motivazioni che richiedevano un contenimento e una progressiva eradicazione della colonia di procioni lungo l’Adda, in quanto formata da animali alloctoni e quindi costituenti una minaccia per la biodiversità locale, il gesto vada condannato.

Eleonora Evi

Ancora una volta, infatti, nonostante la concreta possibilità di ricorrere a metodi non cruenti per risolvere il problema, come peraltro previsto dallo stesso regolamento europeo, si è preferito ricorrere senza scrupolo alcuno all’uccisione di questi animali, oltretutto presenti sul nostro territorio non certo per loro scelta o volontà. Troppo spesso, ormai si risolvono, con la soppressione degli animali situazioni create in realtà dall’irresponsabilità umana, facendo pagare il risultato di tali azioni a esseri che non hanno colpe e che diventano sempre e comunque vittime predestinate.

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