Codice della strada: via libera della Camera con 163 sì, governo vuole regole chiare

Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Salvini: “Grande soddisfazione, siamo determinati a salvare vite”. Opposizioni all’attacco.

Roma – Via libera dell’Aula della Camera al ddl sul codice della strada con 163 voti favorevoli e 107 contrari. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. A esprimere “grande soddisfazione” il vicepremier e ministro, Matteo Salvini, che sottolinea: “Siamo determinati a salvare vite”. “Sono soddisfatto per l’approvazione delle mie indicazioni per il riordino della disciplina del codice della strada”, ha dichiarato Andrea Mascaretti, deputato di Fratelli d’Italia.

“Vanno fissate, una volta per tutte, regole chiare per l’uso di monopattini elettrici, hoverboard, monoruote e biciclette elettriche. Regole che dovranno essere coerenti con quelle già vigenti per gli altri mezzi come auto, moto e motorini. Per tutti i mezzi dotati di un qualsiasi tipo di motore – spiega Mascaretti – ci saranno obblighi precisi: possedere dispositivi di sicurezza per i conducenti e passeggeri, targhe, specchietti o telecamere per la retrovisione e assicurazione e i conducenti dovranno possedere una conoscenza adeguata delle regole di circolazione”.

“Questi mezzi di trasporto leggeri vengono troppo spesso percepiti come dei ‘giochi’ che non devono sottostare alle regole previste dal codice della strada e per questo sono frequentemente coinvolti in incidenti con tram, bus, pedoni o automobili. Dal 2021 solamente i monopattini elettrici sono stati coinvolti in oltre 2000 incidenti nel nostro Paese, alcuni dei quali mortali. Non si capisce perché un monopattino con un motore elettrico non debba possedere gli stessi requisiti di sicurezza di ogni altro mezzo circolante sulle nostre strade. È quindi ora di fissare regole che garantiscano la sicurezza di tutti” conclude.

“Il ‘nuovo’ codice della strada o più semplicemente codice della strage è un intervento spot, lacunoso e contraddittorio. Una riforma che non coglie le sfide del tempo in cui viviamo, che è ancorata al secolo scorso perché non tiene conto dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale per migliorare la sicurezza di automobilisti e pedoni. Tutti i 250 emendamenti presentati dal Pd sono stati bocciati e il ministro Salvini non si è mai degnato di presentarsi in Aula per confrontarsi con il parlamento”. Così il deputato dem Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti, nel suo intervento alla Camera con cui ha motivato il voto contrario del gruppo democratico.

“Un codice che non tiene conto della velocità e della distrazione che sono la prima causa di incidenti anche mortali – aggiunge – che si accanisce contro i giovani e le famiglie monoreddito, che non dice nulla a proposito degli ultra ottantenni, che depotenzia le autonomie locali, che non finanzia il trasporto pubblico e si accanisce contro la mobilità sostenibile. Un testo deludente che mette al centro la vettura e le sue esigenze e non si preoccupa della sicurezza delle persone”.

“Oggi abbiamo votato convintamente contro il codice della strada del Ministro Salvini perché il Governo Meloni ha scelto ancora una volta di guardare al passato non al futuro della mobilità: non ha raccolto l’appello dei familiari delle vittime sulla strada a mettere la sicurezza al primo posto, non affronta il grande tema della velocità, della disattenzione e del rispetto delle regole e dei limiti attraverso il ricorso alle nuove tecnologie, non apre alla formazione permanente per consentire a tutte le persone di conoscere e applicare le nuove norme, non introduce dispositivi per salvare le vittime degli angoli ciechi dei mezzi pesanti, porta invece avanti una assurda “crociata” contro i poteri dei Sindaci, contro la ciclabilità e la mobilità sostenibile”. Così Andrea Casu del Pd.

“Le poche cose buone, sono frutto dell’approvazione di nostri emendamenti come per la sospensione breve immediata della patente per chi guida usando lo smartphone o l’apertura al ricorso ai simulatori di guida o alle notifiche digitali immediate delle multe. Se tutta Europa sta andando nella direzione opposta non è in atto un complotto internazionale contro l’Italia, sono Meloni e Salvini che stanno sbagliando strada. Per questo continueremo a batterci in Senato e sul territorio per modificare quello che movimenti e comitati che stanno scendendo in piazza in tutta Italia stanno chiamando codice della strage”, fa notare .

“Il ministro Salvini non dovrebbe gioire se le principali Associazioni dei familiari delle vittime e degli utenti della strada sono insoddisfatte di questa riforma che non rispecchia gli obiettivi della Comunità europea”, ha dichiarato il promotore della proposta di legge Lazio Strade Sicure e Responsabile Welfare di Azione, Alessio D’Amato che ha aggiunto: “L’Italia si allontana dall’obiettivo europeo zero vittime. Le ragioni del no di Azione sono state illustrate in Aula dall’onorevole Giulia Pastorella. Ogni anno è come se perdessimo una città di oltre 3.000 abitanti per gli incidenti stradali, che sono la prima causa di morte tra i giovani. Prosegue l’impegno nelle Regioni e per quanto mi riguarda con la proposta Lazio Strade Sicure, e chiedo che i sindaci inseriscano nelle loro priorità la sicurezza stradale”.

Lo scorso 21 marzo è stata approvata la bozza del decreto autovelox, che disciplina le modalità di collocazione e uso dei dispositivi di rilevamento a distanza dei limiti di velocità di cui all’articolo 142 del Codice della strada. L’obiettivo del dl autovelox “è garantirne un utilizzo conforme ad esigenze di sicurezza della circolazione, prevenzione degli incidenti e tutela degli utenti della strada”, ha sottolineato una nota del Mit. Il testo – ha ricordato ancora il Mit – è frutto di un ampio confronto con ANCI e UPI, con le quali si sono tenute tre riunioni in sede tecnica, oltre che numerosi incontri informali, al fine di definire una posizione condivisa sui contenuti del decreto. Si evidenzia, altresì, che gran parte delle modifiche richieste sono state accolte.

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