Le nuove analisi genetiche hanno identificato cinque differenti aplotipi Y, uno dei quali è risultato identico a quello attribuito ad Andrea Sempio.
Pavia – A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco, una nuova svolta scuote uno dei casi giudiziari più controversi d’Italia. Il Dna maschile rinvenuto sui frammenti di due unghie della vittima, analizzato dal genetista Carlo Previderé per conto della Procura di Pavia, è risultato “perfettamente sovrapponibile” a quello attribuito ad Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara e ora nuovamente indagato per il delitto. Questo sviluppo, riportato dall’Adnkronos, potrebbe rimettere in discussione la condanna definitiva a 16 anni di carcere di Alberto Stasi, ex fidanzato della giovane, e aprire la strada a una revisione del processo.
Le nuove analisi genetiche: cosa rivelano
Nella consulenza di 60 pagine redatta da Previderé, esperto noto per il suo lavoro sul caso Yara Gambirasio, emergono dettagli cruciali. L’analisi dei reperti, consegnati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, ha identificato cinque differenti aplotipi Y – sequenze genetiche trasmesse per linea maschile – estratti da tracce biologiche presenti sulle unghie di Chiara Poggi. Queste tracce sono state rilevate sul quinto dito della mano destra e sul primo e quarto dito della mano sinistra.

Quattro di questi aplotipi sono stati esclusi come compatibili con i margini ungueali della vittima, scagionando così i relativi soggetti e i loro parenti maschi in linea paterna. Tuttavia, il quinto aplotipo si è rivelato decisivo: è risultato identico a quello attribuito ad Andrea Sempio, già individuato anni fa dalla difesa di Stasi attraverso un’analisi controversa condotta dal consulente Matteo Fabbri. Quel DNA era stato “estratto” in modo non convenzionale, prelevandolo da un cucchiaino, una tazzina e una bottiglietta d’acqua usati da Sempio e raccolti da investigatori privati.
Le tracce sul quinto dito
Le tracce compatibili con Sempio sono state trovate sul quinto dito della mano destra e sul primo della sinistra di Chiara, mentre il quarto dito della mano sinistra presenta un DNA maschile non riconducibile né a Sempio né a Stasi. Questo dato apre un ulteriore interrogativo: chi è “Ignoto 2”, l’altra presenza genetica sul corpo della vittima?
Caso riaperto: l’incidente probatorio il 9 aprile
Le conclusioni di Previderé rappresentano il punto di partenza per l’incidente probatorio fissato il prossimo 9 aprile, disposto dalla gip di Pavia Daniela Garlaschelli su richiesta della Procura. Durante questa fase, il DNA prelevato coattivamente da Sempio lo scorso 13 marzo sarà confrontato non solo con le tracce ungueali di Chiara, ma anche con altri reperti mai analizzati in precedenza, conservati nei laboratori del RIS di Parma e dell’Istituto di Medicina Legale di Pavia. Tra questi, mozziconi di sigaretta trovati nella villetta, un frammento di tappetino del bagno e impronte digitali sul dispenser del sapone, elementi che potrebbero fornire nuove risposte grazie ai progressi della genetica forense.
L’obiettivo è chiaro: verificare se Sempio, oggi 37enne, abbia avuto un ruolo nell’omicidio, da solo o in concorso con altri, incluso potenzialmente Stasi. La Procura, guidata dal procuratore Fabio Napoleone e dal pm Valentina De Stefano, non esclude nessuna ipotesi, mentre la difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Massimo Lovati, insiste sulla sua innocenza, attribuendo la presenza del DNA a contatti casuali nella casa dei Poggi, che Sempio frequentava regolarmente.

Le implicazioni per Alberto Stasi
Per Alberto Stasi, condannato nel 2015 dopo un lungo iter processuale che lo ha visto assolto due volte prima della sentenza definitiva, questa riapertura rappresenta una speranza concreta. “È una questione di verità”, ha dichiarato ai suoi legali, sottolineando la fiducia nelle nuove indagini. La sua difesa, guidata dall’avvocato Giada Bocellari, ha sempre sostenuto che il DNA sotto le unghie di Chiara non fosse il suo. E che le prove a suo carico – come l’impronta di una scarpa numero 42 e le tracce sul dispenser – fossero fragili o mal interpretate.
Se l’incidente probatorio confermasse la compatibilità del DNA di Sempio e introducesse dubbi sulla ricostruzione del delitto, i legali di Stasi potrebbero richiedere una revisione del processo. Un’eventualità che riaprirebbe una ferita mai del tutto chiusa per la famiglia Poggi, convinta della colpevolezza dell’ex fidanzato.
Un giallo ancora aperto
Il delitto di Garlasco torna così sotto i riflettori, alimentando dibattiti e interrogativi. Come è finito il DNA di Sempio sotto le unghie di Chiara? È il risultato di un contatto diretto durante l’aggressione o di una contaminazione accidentale? E chi è il secondo uomo le cui tracce genetiche emergono dai reperti?
A 18 anni dal tragico evento, le nuove tecnologie e l’impegno investigativo potrebbero finalmente sciogliere i nodi di un caso che ha diviso l’opinione pubblica. L’incidente probatorio del 9 aprile sarà cruciale: non solo per Sempio e Stasi, ma per una verità che, dopo quasi due decenni, sembra ancora sfuggire.