Il segretario Capece: ” Isolamento fino a 6 mesi ed il trasferimento immediato in particolari sezioni detentive a centinaia di chilometri dalla propria residenza”.
Roma – “Bisogna applicare ai violenti l’arresto in flagranza di reato per i detenuti che aggrediscono poliziotti penitenziari o mettono in grave pericolo la sicurezza del carcere, il carcere duro con isolamento fino a 6 mesi ed il trasferimento immediato in particolari sezioni detentive a centinaia di chilometri dalla propria residenza, come prevede il successivo articolo 32 del Regolamento. Sicuramente a molti detenuti violenti la voglia di creare disordini, mettendo a rischio la sicurezza delle carceri oppure aggredire il personale, passerà”. Lo ha dichiarato Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), sottolineando il determinante contributo delle donne e degli uomini del Corpo della Polizia penitenziaria “all’attuazione del principio costituzionale della funzione rieducativa della pena per il possibile reinserimento nella vita sociale”.
“La Polizia penitenziaria svolge un lavoro prevalentemente al chiuso. La sua eccezionalità – ha aggiunto il sindacalista – sfugge allo sguardo dei cittadini ma, come ha anche autorevolmente ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è chiamata quotidianamente a fronteggiare difficili situazioni di tensione e sofferenza, sempre più frequenti a causa del grave fenomeno di sovraffollamento in atto”. Per il leader del Sappe “servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto – ha continuato -. Servono poliziotti e regole d’ingaggio chiare, tecnologia e formazione per chi sta in prima linea nelle sezioni, strumenti di difesa e contrasto delle violenze”.
Sempre il Sappe aveva chiesto di tradurre i detenuti più critici in carceri come l’Asinara e Pianosa, sottolineando inoltre che sono “mesi che rivendichiamo il nostro ruolo ormai attaccato da più parti e che vacilla sotto i colpi di normative del passato che non ci tutelano, di leggi troppo blande per chi delinque, come la vigilanza dinamica ed il regime aperto nelle carceri”. “Rivendichiamo tutele e garanzie funzionali, nuovi strumenti che migliorino il nostro servizio, bodycam e Taser su tutti, nuovi protocolli operativi e soprattutto tutele legali”, ha sottolineato Capece.