Cani torturati nella “casa degli orrori”, Adrano scende in piazza

Centinaia in corteo con l’Enpa dopo la scoperta degli animali seviziati e uccisi. In prima fila l’attivista Enrico Rizzi.

Adrano (Catania) – Ci sono orrori che una comunità non riesce più a tenere chiusi dietro una porta. È accaduto in un’abitazione del centro di Adrano, nel Catanese, dove per mesi si sarebbe consumata una mattanza silenziosa: due cani torturati e uccisi, i loro resti ritrovati durante un blitz delle forze dell’ordine, e un terzo esemplare strappato alla morte all’ultimo istante. Una “casa degli orrori” che ha scosso l’intero paese e che, ieri, ha portato centinaia di persone a sfilare per le strade dietro le bandiere dell’Enpa, per chiedere giustizia in nome di chi non ha voce.

Il corteo si è mosso venerdì 5 settembre, organizzato dalla sezione adranita dell’Enpa. Cittadini, volontari e associazioni hanno camminato fianco a fianco con attivisti arrivati anche da fuori città. In prima fila Enrico Rizzi e Ilaria Fagotto, volti noti a livello nazionale della battaglia per i diritti degli animali, insieme a Paolo De Sanctis. Un messaggio semplice e durissimo: basta violenza, non soltanto contro gli animali.

A far esplodere lo sdegno era stata, pochi giorni prima, la scoperta della casa degli orrori. Tutto nasce da un dettagliato esposto-denuncia depositato il 23 agosto alla Procura di Catania dalla sezione Enpa di Adrano, guidata dal presidente Salvatore La Rosa, corredato dalle testimonianze di 24 residenti e da materiale audiovisivo. Il 26 agosto scatta il blitz: polizia di Stato, carabinieri, polizia locale e Asp veterinaria fanno irruzione nell’immobile. Dentro, i resti di due cani, posti sotto sequestro per gli esami autoptici, e un terzo animale ancora vivo, affidato d’urgenza alle cure dei veterinari. Nei confronti del presunto responsabile, un uomo di 46 anni, è stato disposto un Tso, il trattamento sanitario obbligatorio.

Non è il primo caso che insanguina la cittadina. Alla fine di luglio un pastore tedesco era stato trovato legato a un palo della luce in via della Resistenza e abbandonato per ore, salvato dai residenti che lo hanno abbeverato prima dell’arrivo della polizia municipale. Anche in quell’occasione era scattata una denuncia in procura per maltrattamento.

Sulla vicenda è calata pure la scia delle polemiche. L’Enpa ha rivendicato il ruolo dei volontari e dei cittadini che hanno denunciato, criticando quello che ha definito “il tentativo del sindaco di auto-assegnarsi meriti inesistenti”. Il primo cittadino, Fabio Mancuso, ha risposto sui social con una fotografia insieme a due cuccioli:

“Agli insulti risponderanno i fatti. Il mio amore per gli animali è noto. Nei prossimi giorni farò chiarezza sulla mia pagina”.

Intanto il cane sopravvissuto è in fase di recupero e sarà al centro di una campagna per l’adozione responsabile. E Adrano, che troppo a lungo ha voltato lo sguardo, ha deciso di non farlo più.