Rifugio per cani dato alle fiamme: uccisi sei animali disabili

Un rogo doloso ha colpito l’Oasi Argo, distruggendo mezzi e strutture e uccidendo sei cani che non potevano muoversi autonomamente.

Crotone – Da anni Caterina Semerano porta avanti una battaglia sul randagismo e sulla gestione dei canili nel Crotonese, chiedendo alle istituzioni più sterilizzazioni e una piena applicazione della normativa regionale. Un impegno che, a suo dire, le ha già procurato pressioni e ritorsioni: nel 2019 ignoti avevano squarciato le gomme e danneggiato la fiancata di un suo furgone Iveco Daily, mentre in precedenza le era stata data alle fiamme una Renault 5 del 1986 ricevuta in eredità dal padre Nicola, ex maresciallo dei carabinieri.

Il 4 settembre quella escalation ha raggiunto un livello mai visto prima. Tra le 15.30 e le 16.00, mentre Semerano si trovava fuori dalla struttura per una commissione, ignoti hanno appiccato un incendio all’Oasi Argo, il rifugio che sorge nei pressi del fiume Lipuda e che ospita oltre 200 cani. Al rientro, secondo quanto raccontato dalla madre Amalia, socia dell’Associazione nazionale Carabinieri, Semerano ha trovato la struttura avvolta dalle fiamme.

Caterina Semerano

L’intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo si estendesse all’intera area, salvando la maggior parte degli animali, ma per sei cani non c’è stato scampo: erano gli ospiti più fragili del rifugio, con gravi disabilità motorie o paralisi, ricoverati in container climatizzati dove ricevevano cure quotidiane e da cui non sono riusciti ad allontanarsi quando le fiamme hanno raggiunto quella zona. Il fuoco ha inoltre raso al suolo un box in legno adibito a ufficio e due furgoni destinati alle staffette per le adozioni, mettendo a rischio la capacità dell’associazione di continuare a trasferire gli animali alle nuove famiglie.

Sul posto sono ora al lavoro i carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, che indagano sull’ipotesi di un atto doloso e intimidatorio, senza escludere un collegamento con le battaglie di Semerano contro il randagismo. Nonostante il danno, la responsabile ha sporto denuncia e ha voluto rendere pubblica la propria reazione in un video su Facebook, in cui ha accusato gli autori del gesto di aver colpito i più deboli pur di fermarla, ribadendo comunque l’intenzione di proseguire: “Io non mi faccio intimidire, vado avanti”.