Il 37enne era stato ucciso con un colpo di pistola al petto. Decisivi i filmati delle telecamere che hanno ripreso la fuga del 28enne indagato.
Nettuno (Roma) – Dopo dieci giorni di indagini serrate, la Squadra Mobile di Roma ha fermato un 28enne originario di Nettuno, ritenuto responsabile dell’omicidio di Cosimo Ciminiello, 37 anni, freddato con un colpo di pistola calibro 22 al petto nella notte tra il 22 e il 23 marzo scorso. L’uomo, originario di Modugno (Bari) e incensurato, era diventato padre da pochi mesi e viveva una vita apparentemente tranquilla, ma gli investigatori sospettano che dietro la sua morte ci sia un debito legato al mondo dello spaccio.
Il delitto è avvenuto in via Lucania, a due passi dal parco Palatucci, una zona nota per attività di microcriminalità. Secondo la ricostruzione, Ciminiello è stato raggiunto da due sicari a bordo di un’auto, che hanno aperto il fuoco colpendolo mortalmente al petto. Gli agenti, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Pititto della Procura di Velletri, hanno subito acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, che si sono rivelati determinanti. Le immagini mostrano il 28enne mentre si allontana in macchina subito dopo aver sparato, un elemento chiave che ha permesso di individuarlo.
Le indagini, condotte in collaborazione con il Commissariato di Anzio-Nettuno, si sono concentrate fin dall’inizio sul sottobosco dello spaccio locale. Gli investigatori hanno ascoltato la convivente della vittima, che non ha segnalato litigi recenti, ma le testimonianze di familiari e amici, spesso contraddittorie, hanno fornito indizi utili. “Ciminiello potrebbe aver avuto un debito non onorato”, spiega una fonte vicina all’inchiesta. “Nonostante fosse incensurato, potrebbe essersi invischiato in giri sbagliati”.
Il fermo del 28enne è arrivato dopo un lavoro capillare: analisi delle telecamere, pedinamenti e riscontri incrociati hanno portato gli agenti sulle sue tracce. L’ipotesi principale è che l’omicidio sia stato un’esecuzione per regolare un conto legato alla droga, anche se non è esclusa la presenza di un complice, forse il conducente dell’auto usata nella fuga. L’autopsia, già disposta, chiarirà ulteriori dettagli sulla dinamica.