L’uomo ha forzato i varchi di ingresso per poi salire su un treno. Il video diffuso sui social da Salvini.
Milano – Un uomo armato di mannaia ha seminato il panico all’interno della Stazione Centrale, forzando i varchi d’accesso e riuscendo a salire a bordo di un convoglio prima di essere neutralizzato dalle forze dell’ordine. L’episodio, ripreso interamente dalle telecamere di sicurezza dello scalo ferroviario, è diventato il centro di una dura polemica istituzionale dopo la diffusione del filmato da parte del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
La dinamica dell’evento evidenzia la rapidità con cui la minaccia si è sviluppata all’interno delle aree dello scalo milanese. Secondo quanto si vede dalle immagini di videosorveglianza, un uomo di nazionalità straniera ha attraversato l’area commerciale stringendo in mano una mannaia e superando con la forza le barriere d’ingresso destinate al controllo dei biglietti.
Raggiunti i binari, l’uomo è salito su un treno fermo in banchina. L’intervento tempestivo degli agenti di polizia a bordo del convoglio ha permesso di bloccarlo prima che potesse aggredire i passeggeri, utilizzando il taser per renderlo inoffensivo senza ricorrere alle armi da fuoco.
L’efficacia della pistola a impulsi elettrici nel disinnescare la situazione di pericolo senza causare lesioni letali ha offerto il destro per una netta presa di posizione da parte del governo nei confronti dei governi cittadini. Condividendo il video sui propri canali social, Salvini ha elogiato la prontezza delle forze dell’ordine, censurando al contempo le linee guida di alcune municipalità: “Alla faccia dei tanti (troppi) sindaci di sinistra che impediscono agli agenti della Polizia Locale di usare la pistola elettrica“, ha commentato l’esponente dell’esecutivo.
Il caso riapre il confronto sull’estensione delle dotazioni tattiche e sull’omogeneità degli strumenti operativi tra le forze dell’ordine statali e i corpi di polizia municipale. L’episodio milanese viene assunto dal Viminale e dai sostenitori della linea della fermezza come la prova empirica della necessità di superare le resistenze ideologiche di diverse amministrazioni di centrosinistra, ritenute finora reticenti nel fornire il taser ai propri agenti urbani per ragioni di tutela dei diritti civili.