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“Salviamo Alan e Larry, vogliono ucciderli”: appello degli animalisti per i macachi di Parma

Previste due manifestazioni il 5 aprile entrambe alle ore 15.30: una a Parma in Piazza della Pace, e una a Roma in Piazzale Flaminio.

Parma – Per Alan e Larry il tempo stringe. I due macachi di Parma sono rinchiusi da tanti anni nei laboratori dell’Università di Parma, sottoposti a sperimentazioni e operazioni chirurgiche invasive per il cosiddetto esperimento Light-up. L’esperimento utilizza sei macachi, è iniziato nel 2019, poi sospeso per due anni dal Consiglio di Stato e infine fatto ripartire. La sua durata è prevista per cinque anni e al suo termine i macachi verranno anche uccisi. Dopo tanti anni di lotte e proteste, gli animalisti non mollano e chiedono la liberazione immediata dei macachi di Parma. Previste due manifestazioni il 5 aprile 2025 entrambe alle ore 15.30: una a Parma in Piazza della Pace, organizzata dall’associazione Meta Parma, e una a Roma in Piazzale Flaminio, organizzata dagli attivisti Lorella Ravaldini e Riccardo Manca, fondatore di Codice Vegan. 

“Alan e Larry sono stati operati tre volte al cranio, -dichiara Katia Ruggiero responsabile di Meta Parma- nella loro testa sono stati inseriti gli impianti per tenerli fermi sulle sedie durante gli esperimenti e addirittura anche delle vere e proprie telecamere inserite direttamente nel cervello. Probabilmente sono anche già stati accecati, e dopo tutto questo vorrebbero anche ucciderli. Abbiamo lottato per tanti anni per salvarli dagli esperimenti, purtroppo non ci siamo riusciti ma ora dobbiamo almeno salvare la loro vita. I macachi di Parma devono essere liberati e trasferiti in un santuario, ucciderli dopo tutto quello che hanno subìto sarebbe un fallimento per l’ateneo parmense e per l’intera umanità. Questa è una battaglia simbolica, nessun animale di nessuna specie dovrebbe essere sottoposto a sperimentazione e ucciso in un laboratorio. La sperimentazione animale non ha nessuna valenza scientifica e soprattutto è eticamente inaccettabile, sebbene ci siano ricercatori che continuano a utilizzarla e a uccidere gli animali nei laboratori, ottenendo milioni e milioni di euro di finanziamenti e avanzamenti di carriera. Per sperimentare sui macachi di Parma sono stati ottenuti due milioni di euro, due milioni di euro per sei macachi innocenti arrivati dall’estero. In Italia la legge vieta gli allevamenti di cani, gatti e primati per la vivisezione, ma non vieta che questi stessi animali vengano acquistati dall’estero per arrivare nei laboratori di sperimentazione italiani. Un grave buco legislativo che alcuni ricercatori utilizzano per aggirare il divieto e continuare a sperimentare anche sui macachi e su cani e gatti, oltre che su tantissimi altri animali che non sono difesi dalla legge. Non tutti i ricercatori sperimentano sugli animali, molti scienziati sono contrari alla vivisezione sia per motivi etici sia per motivi scientifici. Le moderne tecnologie infatti permettono di poter fare ricerca utilizzando il modello virtuale animale e umano, senza sperimentare sugli esseri senzienti e con la potenzialità di migliorare finalmente i risultati. Fermare la vivisezione sarebbe un bene per tutti, non solo per gli animali ma anche per gli umani. Possiamo chiamarla sperimentazione animale, possiamo chiamarla vivisezione, ma la sostanza non cambia: sperimentazione animale e vivisezione sono la stessa cosa, significano entrambe sperimentare su animali vivi. La vivisezione non salva gli umani, fare del male agli altri non potrà mai salvare nessuno. Anche gli animali hanno diritto a vivere, anche Alan e Larry hanno diritto a vivere. Aiutateci a salvarli, salviamo Alan e Larry!”

L’associazione invita tutti i cittadini a partecipare alle proteste di Parma e Roma, e lancia un appello pubblico ai ricercatori dell’Università di Parma: non uccidete i macachi, lasciateli vivere. 

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