Agguati tra bande rivali per lo spaccio: scoperto arsenale da guerra

Sequestrati Kalashnikov, fucili d’assalto, munizioni e droga. Due indagati sono stati bloccati dal GIS dopo essersi lanciati da una finestra.

Bergamo – Le indagini hanno evidenziato che la sparatoria di Seriate ha avuto un antecedente in un grave episodio che ha avuto luogo il 15 giugno 2026 nelle aree boschive di San Paolo d’Argon, in prossimità dell’area industriale. 

In quell’occasione, un gruppo composto da circa 12 persone con volto travisato da passamontagna è sbucato dalla fitta vegetazione imbracciando fucili d’assalto tipo AK-47 (Kalashnikov). 

Nel corso delle successive attività, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bergamo sono riusciti a ricondurre questo allarmante episodio a un’azione organizzata da E.A.B. – noto come “Botros”, nato in Marocco nel 1997, clandestino, senza fissa dimora e gravitante tra Arluno (MI), Vigevano (PV) e Vermezzo con Zelo (MI). “Botros”, indicato come il capo di questo gruppo armato, era determinato a eliminare fisicamente esponenti dei gruppi rivali nello spaccio di stupefacenti colpendo, nel caso specifico, la fazione facente capo – tra gli altri -a E.R.M. (nato in Marocco nel 1999, di fatto senza fissa dimora, gravitante nell’hinterland bergamasco) che gestiva le aree di spaccio nella boscaglia in provincia di Bergamo. 

La spedizione omicidiaria del 15 giugno non aveva in realtà consentito di individuare e colpire nel bosco l’obiettivo. Così Botros ha organizzato un nuovo agguato presso l’affollato impianto sportivo “Aquamore” di Seriate. 

Un commando armato, giunto a bordo di una Peugeot 2008 condotta da soggetto al momento non catturato, ha teso un agguato nei confronti di E.R.M. 

Mentre un complice, ritenuto essere A.Z.A., parzialmente travisato, apriva il fuoco all’esterno della piscina con un Kalashnikov AK-47, lo stesso Botros, armato di una pistola mitragliatrice Skorpion, ha inseguito la vittima fin dentro i locali del bar e della reception. 

Venivano esplosi complessivamente non meno di 7 colpi calibro 7,62×39 e calibro 9 mm. Solo grazie a una repentina fuga, durante la quale è riuscito a scavalcare la recinzione esterna e a scivolare in un canale adiacente, E.R.M. è scampato all’agguato ed è fuggito. Gli aggressori sono fuggiti precipitosamente a bordo dell’auto. Il dispositivo permetteva ad alcune pattuglie dell’Arma di Corsico e Abbiategrasso di intercettare l’auto alcune ore dopo

Durante l’inseguimento che ne scaturiva, i sospettati avevano un incidente e riuscivano a dileguarsi a piedi in mezzo alla vegetazione, abbandonando il veicolo a Bareggio. 

Dalle indagini emergeva che la vittima dell’agguato, E.R.M., a seguito di un’indagine della Procura della Repubblica di Lodi per reati in materia di stupefacenti e per tentato omicidio, era stata in passato sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, dai quali era evaso rendendosi irreperibile. Per tali ragioni, successivamente, la Corte d’Appello di Milano aveva emesso a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere

I carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo, grazie all’attività di indagine, lo hanno localizzato su un’auto che era partita da Brescia e che si stava recando nel sud Italia. I militari, approfittando di una sosta del soggetto, lo arrestavano all’esterno dell’affollato centro commerciale “Campania” a Marcianise (CE), conducendolo in carcere a Santa Maria Capua a Vetere. 

Sentito a informazioni dal pm della Procura della Repubblica di Bergamo, l’uomo indicava l’identità del suo aggressore fornendo un’ulteriore serie di dettagli fondamentali per la prosecuzione delle indagini e riferendo di pregressi tentativi di eliminazione nei suoi confronti avvenuti in provincia di Bergamo, ad opera dello stesso Botros e del suo gruppo, ai quali era sempre riuscito a sfuggire. 

La Compagnia Carabinieri di Treviglio conduceva un’importante operazione antidroga nel territorio della Stazione Carabinieri di Martinengo, che portava all’arresto di 3 soggetti nordafricani. 

Uno di essi, gravato da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip di Brescia per l’omicidio di un connazionale avvenuto a Pontoglio, era stato a sua volta vittima di un agguato da parte del gruppo di Botros nei mesi precedenti nella zona tra Cividate e Calcio, per questioni legate alle attività di spaccio, ma era riuscito a salvarsi

Sentito nel merito dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Bergamo, forniva anch’egli informazioni utili alla comprensione delle modalità operative del gruppo criminale di Botros e alla sua localizzazione. 

Attraverso articolate attività di indagine, i carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo, localizzavano Botros e un complice in due abitazioni di Vigevano

Le Aliquote di Primo Intervento (API) e le Squadre Operative di Supporto (SOS) dell’Arma hanno circondato gli edifici per eseguire i decreti di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica di Bergamo. 

Tuttavia, accortisi della presenza dei militari, i due indagati riuscivano a darsi ad una precipitosa fuga a bordo di un’Audi A4

I due fuggitivi abbandonavano il veicolo in un’area campestre isolata a Castano Primo, dileguandosi a piedi nella fitta vegetazione, ma lasciavano a bordo i telefoni cellulari che sono stati immediatamente sequestrati. 

Le contestuali perquisizioni nelle abitazioni e nei boschi dove il gruppo operava ad Ozzero (MI) e Nerviano (MI) hanno portato al primo importante sequestro di un fucile a pompa calibro 12 (provento di furto) e di ulteriore munizionamento per fucili AK-47, nonché al sequestro di circa 80.000 euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio. 

La capillare attività di indagine, proseguita nonostante la fuga, ha consentito di individuare un nuovo covo a Vigevano, in corso Milano. 

Considerata la pericolosità degli indagati, muniti di numerose armi da guerra, l’intervento è stato affidato alle forze speciali del Gruppo di Intervento Speciale, immediatamente giunte da Livorno, supportate dalle squadre API e SOS giunte da Milano. Alle ore 00:45 circa del 29 agosto 2026, gli operatori del GIS hanno fatto irruzione nell’abitazione

Nel tentativo di sottrarsi alla cattura, i due indagati si sono lanciati dalla finestra del primo piano. L’intervento di contenimento dei militari del GIS, posizionati a presidio dell’edificio, ha neutralizzato la fuga, bloccando e ponendo in sicurezza entrambi i soggetti

Attraverso mirati e incessanti servizi di osservazione e controllo del territorio e l’ulteriore attività di indagine, i carabinieri hanno individuato un’abitazione utilizzata da altri componenti del gruppo criminale nel comune di Vermezzo. 

Veniva quindi individuato uno dei membri del gruppo, ritenuto responsabile, tra l’altro, della custodia e della gestione delle armi del gruppo, T.M., anche lui marocchino. Gli investigatori, supportati dai militari delle Compagnie di Legnano e Abbiategrasso, hanno pedinato l’uomo, sorpreso mentre nascondeva le armi nel bosco; hanno atteso che si allontanasse e subito dopo sono andati a ricercarle nella fitta area boschiva di via Cascina Cascinetta, al confine tra i comuni di Vittuone e Cisliano

Gli operanti hanno setacciato il sottobosco anche con l’impiego di adeguata tecnologia ed hanno rinvenuto, accuratamente interrate e protette da pellicola trasparente, numerose armi e munizioni ed un consistente quantitativo di stupefacenti. 

Più precisamente:

  • 1 fucile d’assalto tipo Kalashnikov AK-47 con 30 proiettili calibro 223 Remington; 
  • 1 fucile d’assalto SIG 550 con 19 proiettili calibro .223 Remington; 
  • 106 proiettili calibro .223 Remington e 7 proiettili calibro 7,62×35 mm; 
  • sostanze stupefacenti pari a 518 grammi di hashish, 56 grammi di eroina e 114 grammi di cocaina, destinati a rifornire le piazze di spaccio del gruppo. 

Inoltre, i carabinieri hanno monitorato da Arluno ad Oleggio un’autovettura con a bordo T.M. e il complice M.A., anch’esso marocchino senza fissa dimora, gravitante nell’hinterland milanese. 

I due, dopo essersi accorti dell’assenza delle armi che avevano nascosto la sera prima a Vittuone, erano andati a verificare la presenza delle armi in un altro nascondiglio del gruppo. Venivano visti addentrarsi nella vasta zona boschiva di Oleggio Castello (NO) nei pressi di via Comignago. 

Usciti dal bosco dopo circa 90 minuti, i due uomini sono stati pedinati e, al momento più opportuno, bloccati dai carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo presso un fast food a Oleggio e successivamente sottoposti a fermo su provvedimento della Procura di Bergamo. Nel corso dell’intervento un terzo complice a bordo della vettura riusciva a darsi alla fuga a piedi e sono attivamente in corso le sue ricerche. 

Ritenendo che gli indagati avessero occultato ulteriori armi nel bosco di Oleggio Castello, è stato fatto intervenire da Varese lo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Sicilia” nonché un’unità per la ricerca di armi ed esplosivi del Nucleo Cinofili Carabinieri di Casatenovo. 

I Carabinieri Cacciatori, specialisti abituati a operare nelle zone più impervie, hanno setacciato l’area palmo a palmo individuando tre punti di scavo. L’operazione ha consentito di rinvenire un secondo deposito interrato di armi da guerra nella disponibilità del gruppo criminale

Sono stati individuati e sequestrati: 

  • 1 fucile d’assalto tipo Kalashnikov AKS-74 con 30 proiettili calibro 7,62×39 mm;
  • 1 fucile d’assalto tipo Kalashnikov tipo SAD-58 con 29 proiettili calibro 7,62×39 mm;
  • 1 fucile d’assalto modello AR-15 con 49 proiettili calibro 223 Remington. 

Tutto il materiale d’armamento e la sostanza stupefacente sequestrati nel corso delle attività sono stati inviati al RIS di Parma unitamente ai reperti precedentemente acquisiti sulla scena del crimine e sulle auto utilizzate per la fuga a Seriate ed a Vigevano per lo svolgimento degli accertamenti biologici, dattiloscopici e balistici. 

I fermati sono stati tutti associati presso il carcere di Bergamo e successivamente trasferiti presso altre case circondariali, per impedire contatti con gli esponenti del gruppo rivale.