Aeroporti siciliani nel caos: e c’è chi specula sui disagi

L’unica certezza per chi viaggia resta quella di dover pagare a caro prezzo l’inefficienza dei trasporti e l’avidità degli sciacalli.

Catania – Ci sono emergenze in cui la Sicilia scopre il volto della speculazione più spietata e, al tempo stesso, quello di un sistema di trasporti che crolla al primo intoppo. Mentre l’Etna sputa cenere da oltre una settimana e l’aeroporto di Catania-Fontanarossa resta paralizzato, migliaia di viaggiatori bloccati nell’isola vengono spremuti da chi ha trasformato il caos in un business: per un transfer privato da Catania verso l’aeroporto di Palermo, poco più di 200 chilometri, c’è chi arriva a chiedere la cifra monstre di 800 euro. Praticamente il costo di un volo transoceanico andata e ritorno, preteso solo per conquistare il diritto di raggiungere un altro scalo ed evitare di rimanere intrappolati.

A dare voce all’indignazione è stato l’attore e sceneggiatore Filippo Laganà, che in un video sui social ha denunciato la sua odissea tra le corsie di Fontanarossa: “Sono da quattro ore e mezza in fila. Ci viene suggerito di andare verso l’aeroporto di Palermo a spese nostre, senza alcun rimborso né una navetta. E il costo dei trasporti privati sparati sul posto arriva a cifre folli”. Una denuncia che ha scoperchiato un mercato selvaggio dove le tariffe ufficiali dei taxi (normalmente sui 500 euro per la tratta) e degli Ncc vengono spazzate via da rincari senza freno, mentre sui noleggi auto il Codacons ha già presentato un esposto all’Antitrust per aumenti fino al 287%.

Ma la vera trappola per i turisti dirottati è che lo scalo di Palermo Falcone-Borsellino, chiamato a raccogliere il flusso dei voli cancellati a oriente, è a sua volta al collasso. Con temperature esterne che hanno toccato i 45 gradi e bollino rosso per l’ondata di calore, all’interno del terminal palermitano l’impianto di aria condizionata è andato in tilt. Tra sale d’attesa stracolme, assembramenti e condizionatori portatili spuntati negli angoli per tentare di refrigerare gli ambienti, per migliaia di persone l’attesa si è trasformata in un incubo d’aria viziata e malori sfiorati.

In un quadro di disservizio così sistematico, tuttavia, i passeggeri non sono del tutto privi di tutele. Come sottolinea l’avvocato AnnaMaria Russolillo, quando carenze strutturali o disservizi mettono a rischio la salute, la sicurezza o arrecano un danno concreto e documentabile, la legge prevede precise tutele:I cittadini hanno diritto a essere risarciti sia per le problematiche strettamente legate al volo, come ritardi e cancellazioni, sia per i disagi ambientali sofferti all’interno degli aeroporti se causati da mancata manutenzione o inefficienza organizzativa”.

@annamaria.avv_

Aeroporto di Palermo: 45 gradi all’esterno (bollino rosso) e aria condizionata in tilt all’interno! ✈️🔥 Tra condizionatori portatili spuntati negli angoli e sale d’attesa gremite, la domanda che mi fate sempre quando vi trovate in queste situazioni è: ma in caso di disservizi così gravi e disagi in aeroporto, abbiamo diritto a un risarcimento? La risposta è SÌ, ma a precise condizioni giuridiche! ⚖️ Quando il disservizio o la carenza strutturale mette a rischio la salute, la sicurezza o arreca un pregiudizio concreto (purché dimostrabile e documentato), il cittadino ha diritto di essere tutelato e risarcito, sia per le problematiche relative al volo (ritardi/cancellazioni) sia per i disagi patiti. A voi è mai capitato un imprevisto o un disservizio simile in aeroporto? Come avete gestito la situazione? Scrivetemelo nei commenti! 👇#aeroporto #palermo #risarcimentodanni #annamaria #avvocato

♬ audio originale – Avvocato AnnaMaria Russolillo

Per far valere i propri diritti di fronte a spese di trasporto spropositate o a malesseri patiti per il caldo soffocante, la regola d’oro è documentare tutto immediatamente. È fondamentale conservare scontrini e ricevute dei taxi o dei bus privati, scattare foto e video delle condizioni del terminal e dei termometri, richiedere referti medici in caso di malori e farsi rilasciare un verbale scritto di segnalazione dagli uffici assistenza dello scalo prima di inoltrare il Reclamo Formale.

Nel frattempo, i numeri della crisi restano impietosi. Tra il 7 e il 12 agosto sono saltati circa 700 voli nello scalo etneo, con oltre 400 collegamenti dirottati tra Palermo, Comiso, Trapani e perfino Lamezia Terme. Assoesercenti stima danni al comparto turistico tra i 12,8 e i 24 milioni di euro nel pieno della settimana di Ferragosto. Trenitalia e le compagnie di bus hanno potenziato le corse straordinarie, ma la macchina dei soccorsi arranca. E con l’Ingv che conferma un tremore vulcanico in risalita e venti che spingono la cenere verso sud, l’unica certezza per chi viaggia in Sicilia resta quella di dover pagare a caro prezzo l’inefficienza dei trasporti e l’avidità degli sciacalli.