La compagnia azera Socar calmiera benzina e diesel. Meloni ringrazia il presidente Aliyev. Da lunedì il via, ma i tassisti minacciano lo sciopero.
Roma – Una boccata d’ossigeno per milioni di automobilisti stremati dal salasso alla pompa. Dopo l’Eni, anche l’Ip cala il prezzo di benzina e gasolio: a fermare la corsa dei listini è la Socar, il colosso energetico di Stato dell’Azerbaigian che dallo scorso 8 maggio controlla Italiana Petroli, uno dei marchi storici della distribuzione di carburanti in Italia. Il tetto scatterà da domani, lunedì 28 settembre, e verrà introdotto in modo graduale, a partire dalle stazioni che espongono l’insegna Ip.
A metterlo nero su bianco è una nota del gruppo azero, che ha deciso di calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli. Il valore del limite, spiega l’azienda, non è ancora stato fissato e sarà stabilito “in base alle diverse esigenze”, con un obiettivo dichiarato: garantire la sopravvivenza della filiera, quella fatta di migliaia di gestori e retisti che vivono di margini risicati tra il costo del prodotto e il prezzo finale alla pompa.
Dietro la scelta c’è un anno di rincari record. Da oltre sei mesi, ricorda Socar, famiglie e imprese fanno i conti con prezzi dei carburanti straordinariamente alti, complice la forte instabilità geopolitica che ha stravolto le catene di approvvigionamento mondiali. Così la compagnia dice di aver voluto aderire all’appello del governo, che da settimane chiedeva ai petrolieri un gesto concreto verso i cittadini. E c’è già chi guarda oltre: Socar sta studiando come estendere il meccanismo anche alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori riforniti dall’Ip.
A fare da apripista era stata l’Eni, che da domani applica un price cap di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali. Una misura valida per 30 giorni, prorogabile fino a fine anno, che secondo il Codacons vale un risparmio di oltre 10 euro a pieno. Numeri pesanti, se si pensa che oggi il prezzo medio in self-service viaggia intorno ai 2,15 euro per la verde e sfiora i 2,34 euro per il diesel, con punte ancora più alte in autostrada.
Sul fronte politico è subito partito il coro di soddisfazione. “Un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane”, ha commentato la premier Giorgia Meloni, che ha ringraziato il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il numero uno di Socar Rovshan Najaf. Rivendica il risultato anche il vicepremier Antonio Tajani: “Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa, ma un contributo volontario. Noi di Forza Italia avevamo ragione”.
Ma nella giornata degli annunci resta un’ombra. I sindacati dei taxi giudicano ormai “insostenibile” la situazione e sono pronti allo sciopero: al caro-carburanti, avvertono Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti, si sommano tariffe bloccate e decreti attuativi fermi da anni. Se il governo non li convocherà, il fermo del servizio sarà “inevitabile”.