Abusi durante il Conclave: il prete-giornalista Antonio Pelayo a processo

L’ex consulente dell’ambasciata spagnola presso la Santa Sede è accusato di violenza sessuale ai danni di un collega cronista.

Roma – Si terrà il prossimo 21 gennaio l’udienza del processo a carico di Antonio Pelayo, il sacerdote e giornalista spagnolo di 81 anni accusato di violenza sessuale. Il Gup del Tribunale di Roma ha accolto la richiesta dell’imputato, figura nota per il suo trascorso come consulente dell’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, di procedere con il rito abbreviato, una scelta processuale che prevede il giudizio allo stato degli atti e l’eventuale riduzione di un terzo della pena in caso di condanna.

I fatti contestati risalgono alla serata del 23 maggio 2025, in una Capitale presidiata per le delicate fasi del Conclave indetto dopo la scomparsa di papa Francesco. Secondo l’impianto accusatorio formulato dalla sostituta procuratrice Ilaria Corda, l’anziano religioso avrebbe invitato un giovane collega cronista nella propria abitazione romana con il pretesto di un confronto professionale.

L’incontro si sarebbe però trasformato in un incubo. Stando alla denuncia della vittima, Pelayo avrebbe iniziato a compiere gesti non consensuali, sfociati in contatti fisici definiti “invasivi”, costringendo il giornalista a fuggire dall’appartamento in stato di shock.

Le conseguenze psicologiche e professionali per il giovane reporter, difeso dal penalista Massimiliano Lecce, sono state profonde. I legali di parte civile hanno sottolineato come il loro assistito, fortemente turbato dall’episodio, sia stato costretto a cambiare città e stile di vita per ritrovare la serenità.

Oltre al procedimento penale avviato a Roma, il cronista – che ha ricevuto il pieno supporto della multinazionale per cui lavora – ha intrapreso un’azione legale parallela in Spagna per “violazione del diritto all’onore”.