Massacra la moglie e poi fugge per mezza Italia

La 45enne è in coma con quattro costole rotte e la milza asportata. Il marito si è poi consegnato ai carabinieri: la Procura indaga per tentato femminicidio.

Trasacco (L’Aquila) – Ci sono porte di casa che si spalancano su un incubo. Sabato pomeriggio, poco dopo le 14, il figlio di appena 14 anni è rientrato dalla scuola e ha trovato la madre riversa sul pavimento della cucina, in un lago di sangue. La donna, di 45 anni, era stata massacrata di botte tra le mura domestiche, alla periferia di Trasacco, nel cuore della Marsica. Adesso lotta tra la vita e la morte in coma farmacologico all’ospedale di Avezzano, con prognosi riservata. Nel mirino degli inquirenti c’è il marito, 52 anni, che dopo l’aggressione era fuggito fino a Bologna prima di consegnarsi ai carabinieri.

Le condizioni della donna, originaria di Luco dei Marsi, sono drammatiche. I medici hanno riscontrato quattro costole fratturate, profonde lesioni interne e danni alla milza così gravi da rendere necessaria l’asportazione d’urgenza dell’organo. Dopo un delicato intervento chirurgico, la 45enne è stata trasferita in terapia intensiva e mantenuta in coma farmacologico. La prognosi resta riservata.

A dare l’allarme è stato il figlio 14enne della coppia. Rientrato a casa da scuola, il ragazzo si è trovato davanti alla scena più atroce e ha subito chiesto aiuto ai familiari. A soccorrere la madre è stato uno zio, che l’ha caricata in auto e l’ha portata direttamente al pronto soccorso di Avezzano: in un primo momento non sarebbero stati chiamati né l’ambulanza né le forze dell’ordine. Solo una volta in ospedale è emersa in tutta la sua evidenza la gravità delle ferite.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna sarebbe stata colpita ripetutamente con calci e pugni. L’ipotesi su cui lavorano i carabinieri di Trasacco è quella di una brutale aggressione maturata in ambito familiare. Dopo il pestaggio, il marito si sarebbe allontanato senza nemmeno chiamare i soccorsi, lasciando la moglie a terra.

Poi la fuga per mezza Italia: dall’Abruzzo fino a Bologna, dove le ricerche si erano intanto estese. In nottata l’uomo è rientrato in treno, passando da Roma fino ad Avezzano e, convinto dal proprio legale, l’avvocato Roberto Verdecchia, si è consegnato ai carabinieri, che lo hanno fermato. La Procura ha aperto un fascicolo per tentato femminicidio; l’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato.

La coppia, da anni impegnata in un’attività agricola, ha quattro figli – uno dei quali minorenne – e due nipoti. Sono stati i genitori della donna a presentarsi in caserma e a formalizzare la denuncia. Sul caso, vista la presenza di un minore, potrebbe intervenire anche il Tribunale per i minorenni.

Parole di sdegno arrivano dal mondo della politica locale. “La violenza contro una donna è un fatto gravissimo. Non esistono giustificazioni né attenuanti”, ha dichiarato Stefania Pezzopane, consigliera comunale dell’Aquila e attivista per i diritti delle donne, stringendosi ai quattro figli: “Il mio pensiero va a questa donna e spero tanto che esca presto dal coma”.