Sofia, Kean, Leonardo e Francesca sono rientrati insieme al liceo di via Pisacane a Milano dopo lunghi mesi in ospedale.
Milano – Sono entrati da una porta secondaria, quasi in punta di piedi, per sfuggire ai flash e ai microfoni. Eppure quel gesto minimo – varcare la soglia della scuola – per Sofia, Kean, Leonardo e Francesca è stato una vittoria strappata con le unghie alla morte. I quattro studenti del liceo Virgilio di Milano, sopravvissuti al rogo di Crans-Montana che nella notte di Capodanno ha inghiottito 41 vite, sono tornati questa mattina tra i banchi, accompagnati dai genitori, dopo lunghi mesi trascorsi negli ospedali tra interventi, medicazioni e riabilitazione. Il loro primo giorno di scuola dopo quasi un anno di dolore.
Ad attenderli, nell’istituto di via Pisacane, c’erano i compagni della quarta D dell’indirizzo di Scienze umane, la stessa classe che a gennaio contava con angoscia i propri feriti. I quattro hanno seguito le lezioni per mesi dai letti d’ospedale e da casa, e adesso ritrovano finalmente gli amici in carne e ossa. “Abbiamo detto ai nostri compagni di prenderci i posti tutti vicini”, aveva confidato Sofia alla vigilia. “Sarà un’emozione indescrivibile perché torniamo a scuola dopo quasi un anno”, le aveva fatto eco Francesca, ammettendo però una paura sottile: “Ho paura di passare per i corridoi, di essere guardata e magari non capita”. E Leonardo, con il cuore in gola: “Batterà fortissimo”.
I genitori, commossi, hanno scelto il silenzio. “Preferiamo goderci il momento”, l’unica frase pronunciata da Loretta Arapi, mamma di Leonardo Bove, che come gli altri ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Il rientro sarà graduale, calibrato sulle condizioni di salute e sulle indicazioni dei medici. “Il loro percorso rientra in presenza, loro ci tengono, speriamo che riescano a starci il più tempo possibile”, ha spiegato ai cronisti il vicepreside Mario Secone. La scuola adotterà tutte le misure necessarie, “in base a quello che ci diranno i medici”.
Non sono gli unici tornati sui banchi. Qualcuno ce l’aveva fatta già lo scorso anno scolastico, come Filippo Leone Grassi, dimesso il 5 febbraio e rientrato a fine marzo all’Istituto Leopardi, o Giuseppe Giola, il primo a lasciare il Niguarda, il 23 gennaio, per tornare al Gonzaga. Ma in Lombardia resteranno tre banchi vuoti per sempre: quello di Chiara Costanzo al liceo Moreschi, quello di Achille Barosi alle Orsoline e quello di Sofia Prosperi, che alla scuola internazionale di Como non ritroverà l’amico di sempre, Lorenzo Riva. Avevano 15 e 16 anni.
Quel rogo, divampato al locale Le Constellation durante la festa di Capodanno, resta una delle tragedie più nere degli ultimi anni: 41 morti, tra cui numerosi giovanissimi italiani, e oltre cento feriti. Per l’incendio la procura del Canton Vallese ha aperto un’inchiesta e i due proprietari francesi del locale, Jacques e Jessica Moretti, sono sotto indagine.