Orrore all’Appia Antica: tentano di impiccare un cucciolo di volpe

Alcuni ragazzini avevano già stretto la corda al collo dell’animale, quando un runner li ha fortunatamente messi in fuga.

Roma – Una corda al collo, il ramo di un albero pronto a diventare un patibolo e un branco di ragazzini che ridevano mentre un cucciolo di volpe si dimenava, terrorizzato, in cerca di scampo. È l’orrore andato in scena al Parco dell’Appia Antica, uno dei polmoni verdi più amati della Capitale, sventato solo dal coraggio di un uomo che quella mattina era uscito a correre e che, di fronte alla scena, non si è voltato dall’altra parte.

Il runner ha notato da lontano il gruppetto armeggiare con una corda intorno a qualcosa che si muoveva. Avvicinandosi, ha capito: una piccola volpe, spaventatissima, cercava di liberarsi dal cappio che le avevano già girato attorno al collo e che i ragazzi stavano per legare a un albero, con l’intento di impiccarla. Quando l’uomo ha iniziato a inveire, intimando loro di liberare subito l’animale e minacciando di chiamare le forze dell’ordine, i ragazzini si sono dileguati, abbandonando a terra la corda e la volpe tramortita. L’uomo l’ha raccolta, sistemata in una scatola e portata al Centro Recupero Fauna Selvatica della Lipu di Villa Borghese.

“La piccola è ancora ricoverata da noi – racconta Ester Gianfelici, responsabile del Centro –. Quando è arrivata era terrorizzata, l’abbiamo messa in una grande gabbia con dei cartoni, una specie di rifugio protettivo da cui usciva furtivamente solo di notte per mangiare. Era chiaramente traumatizzata. Probabilmente è stato più facile catturarla perché ha pochi mesi ed era debilitata, in cattive condizioni di salute. Ora è in netta ripresa: le abbiamo somministrato la terapia antibiotica e antiparassitaria perché aveva un principio di rogna, viene alimentata e idratata di continuo. Appena le ricrescerà il pelo sarà pronta per tornare in natura, probabilmente in un’area protetta come l’Oasi Lipu di Castel di Guido. Questo episodio ci ha scosso: siamo abituati a vedere animali sofferenti, ma quando sono vittime della crudeltà dell’uomo è sempre difficile da accettare”.

Presa in carico la volpe, la Lipu ha avvertito le autorità giudiziarie, che hanno subito attivato le procedure per risalire agli autori del gesto. Le indagini sono tuttora in corso. E i responsabili rischiano grosso: la legge Brambilla, che riconosce gli animali come esseri senzienti, ha inasprito le pene. Per chi uccide un animale con crudeltà è prevista la reclusione fino a quattro anni e una multa fino a 60mila euro; per chi lo maltratta, fino a due anni e 30mila euro di sanzione.

“Una volta individuati gli autori mi auguro che vengano comminate pene esemplari – tuona Patrizia Prestipino, Garante per la tutela e il benessere degli animali di Roma Capitale –. Episodi di crudeltà come questo non possono restare impuniti: le leggi ci sono, vanno applicate con la massima severità. Sono felice che la volpe si sia salvata grazie a un cittadino che ha fatto il proprio dovere, con coraggio e sensibilità”. Sull’accaduto è intervenuto anche l’ente Parco dell’Appia Antica, che sui social ha parlato di “episodio grave e sconcertante”, ringraziando il runner e annunciando di essere “al fianco delle autorità per individuare i responsabili, affinché gesti simili non restino impuniti”.