Non l’hanno vaccinata “per paura dell’autismo”, indagati i genitori

La piccola è morta di difterite a 4 anni. Ora in tutta la città di Palermo è boom di vaccinazioni: scorte esaurite.

Palermo – Ci sono tragedie che hanno il sapore amaro delle cose che si potevano evitare, di quelle morti scritte in una fialetta mai aperta. Anna Rosa Bartolotta aveva appena 4 anni quando, nella notte tra mercoledì e giovedì, il suo cuore si è fermato all’ospedale dei Bambini di Palermo, stroncato da una malattia che credevamo cancellata dai libri di storia: la difterite. Una bambina che nessuno aveva protetto, figlia di una scelta – quella dei genitori di non vaccinarla – che oggi pesa come un macigno sulla coscienza di un’intera comunità. E ora proprio quei genitori sono indagati per omicidio colposo.

La piccola era arrivata già in condizioni gravissime all’ospedale Cervello. I medici hanno tentato l’impossibile: l’hanno intubata, trasferita in terapia intensiva, spostata persino in cardiochirurgia per attaccarla alla macchina della circolazione extracorporea. Ma contro le tossine del batterio non c’è stato nulla da fare. “Abbiamo fatto di tutto dal momento in cui l’abbiamo presa in carico”, ha spiegato Domenico Cipolla, direttore sanitario dell’Arnas Civico. “Da anni non si registravano casi del genere”.

Il nodo che stringe lo stomaco è uno solo: Anna Rosa non era vaccinata. Come i suoi quattro fratelli. Una scelta dei genitori, convinti – secondo quanto riferito ai medici – che l’autismo di un cugino fosse stato provocato da un vaccino. Una bufala vecchia di quasi trent’anni, nata da uno studio del 1998 poi ritirato per gravi irregolarità e smentita da montagne di prove scientifiche. Eppure ancora capace di uccidere.

Ora la procuratrice per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna, ha aperto un fascicolo per valutare la responsabilità genitoriale. Ma il caso va oltre la singola famiglia. Nel quartiere Zen, dove viveva la piccola, gli inquirenti hanno trovato una credenza popolare radicata: che i vaccini rendano autistici. Per questo tanti genitori rifiutano l’obbligo. E la pediatra ha raccontato le sue crescenti difficoltà a immunizzare i bambini della zona.

C’è un dettaglio che fa gelare il sangue: secondo la Procura, alcune famiglie eludono l’obbligo limitandosi a prenotare la puntura, senza mai presentarsi. Così i figli entrano a scuola come se fossero in regola. Per questo è scattata una verifica urgentissima nelle materne ed elementari del Nord di Palermo, a caccia degli altri piccoli non protetti che siedono nei banchi.

Intanto la paura corre. Il cuginetto di Anna Rosa, quattro anni anche lui, è risultato positivo allo stesso batterio ed è ricoverato in isolamento. Lui però una difesa ce l’aveva: aveva completato i primi tre cicli di vaccinazioni. “Sta migliorando, ha un po’ di febbre e mal di gola, nulla di più di un’influenza”, rassicura Cipolla. La stessa malattia, due destini opposti. La prova, scritta nella carne di due bambini, di cosa significhi un vaccino.

L’Asp ora cerca il paziente zero e i possibili portatori sani, mentre una ventina di parenti si è già precipitata nei centri vaccinali. In tutta la città è boom di vaccinazioni: personale raddoppiato, scorte esaurite. La Sicilia, con l’85% di copertura pediatrica, è ultima in Italia. E la difterite, che avevamo dimenticato, ha ricordato a tutti perché era stata sconfitta.