Bimba di 4 anni muore di difterite: i genitori non l’avevano vaccinata

Avevano rifiutato il vaccino, che è obbligatorio, perché erano convinti che avesse causato l’autismo a un cugino.

Palermo – Una malattia che in Italia si credeva sconfitta è tornata a uccidere, e a pagarne il prezzo più alto è stata una bambina di appena quattro anni. La piccola, residente nel quartiere Zen del capoluogo siciliano, è morta nella notte per una difterite fulminante, dopo giorni di agonia negli ospedali della città. I genitori, secondo quanto riferito ai medici, avevano scelto di non vaccinarla perché convinti che l’autismo di un cugino fosse stato provocato dal vaccino trivalente. Una convinzione senza alcun fondamento scientifico che, questa volta, si è trasformata in tragedia.

Tutto è cominciato giovedì scorso, quando i primi sintomi sembravano quelli di un banale malanno di stagione: febbre, vomito e scarso appetito. Portata in ospedale, la bambina è stata dimessa con una diagnosi di tonsillite, mentre i medici invitavano la famiglia a tornare subito in caso di peggioramento. Ma i farmaci non facevano effetto e la febbre non scendeva. Nei controlli successivi è emerso il dettaglio decisivo: la piccola non era mai stata vaccinata, per scelta della famiglia.

Con il quadro clinico ormai precipitato, la corsa disperata tra gli ospedali. Arrivata sabato al Cervello in condizioni gravissime, la bimba è stata intubata e trasferita in terapia intensiva all’ospedale dei Bambini Di Cristina. I medici hanno tentato l’impossibile: il ricovero in cardiochirurgia, il collegamento alla macchina per la circolazione extracorporea (Ecmo), persino l’emodialisi per ripulire il sangue dalla potente tossina prodotta dal batterio. Nulla è servito. La bambina è morta per insufficienza multiorgano.

La difterite è un’infezione batterica grave e contagiosa, provocata dal Corynebacterium diphtheriae: può soffocare le vie respiratorie e, nei casi più gravi, devastare cuore e sistema nervoso. In Italia era diventata un ricordo: l’ultimo caso mortale risale al 1991, proprio grazie alle campagne vaccinali. Il vaccino, obbligatorio per legge, rientra nell’esavalente somministrato ai neonati con un ciclo di tre dosi – a 3, 5 e 12 mesi – seguito da richiami.

Ora la salma è stata sequestrata dalla Procura di Palermo, che ha disposto l’autopsia e aperto un’inchiesta. I carabinieri hanno acquisito le cartelle cliniche per ricostruire l’accaduto, chiarire perché la bambina non fosse stata immunizzata e verificare se le procedure ospedaliere siano state corrette. Attivati anche i servizi sociali. Un giallo nel giallo: pare che un fratellino della piccola avesse invece ricevuto almeno la prima dose.

“Una vera tragedia che, quasi sicuramente, il vaccino avrebbe evitato. In Italia non registravamo casi di malattia difterica da decenni. Il fatto di non vedere la malattia non deve farci pensare che non esista più”.

Sono le parole del professor Francesco Vitale, ordinario di Igiene all’Università di Palermo, che punta il dito contro un “problema culturale di fondo”: quell’avversione alla prevenzione che nasce quando si sta bene e non si percepisce il pericolo. Il legame tra vaccini e autismo, ricordano gli esperti, non esiste: nacque da uno studio di fine anni Novanta, poi ritirato per gravi irregolarità e mai confermato da alcuna ricerca successiva. Una bugia che continua a mietere vittime.