Il governo taglia 17 centesimi al gasolio fino al 6 agosto. Ma è un intervento-ponte da 125 milioni, con i fumatori risparmiati all’ultimo.
Diciassette centesimi in meno al litro, ma solo per chi ha il diesel. Chi guida a benzina resta a mani vuote, con il pieno che ormai vola sopra i due euro. È la mossa a sorpresa del governo contro il caro carburanti, varata lunedì 27 luglio in un Consiglio dei ministri lampo, durato appena un quarto d’ora. Un intervento-ponte pensato per accompagnare gli italiani nella settimana del grande esodo estivo, quando milioni di famiglie si metteranno in viaggio con il serbatoio da riempire e il portafoglio già magro.
Ad annunciarlo, in conferenza stampa subito dopo il Cdm, è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Si prevede uno sconto sul gasolio e solo sul gasolio per un controvalore fra accise e Iva di 17 centesimi, fino al 6 di agosto”. Il costo dell’operazione, ha spiegato, “si aggira intorno ai 125 milioni di euro“. Una boccata d’ossigeno a tempo, perché tutto verrà rimesso in discussione a stretto giro: già fissato un nuovo Consiglio dei ministri per il 4 agosto, chiamato a decidere cosa fare dopo la scadenza.
La misura arriva mentre i prezzi alla pompa sfiorano quota-record. Il gasolio ha toccato i 2,18 euro al litro, il livello più alto dal marzo 2022, sull’onda lunga delle tensioni internazionali. La benzina ha superato 1,98 euro, ma per chi la usa non è previsto alcuno sconto. Una scelta che pesa, con l’estate alle porte e le partenze da bollino rosso già alle porte.
A rendere la giornata ancora più agitata è stata la partita sulle coperture. Per finanziare il taglio, nelle ore precedenti era spuntata l’ipotesi di far pagare il conto ai fumatori, con un aumento del prezzo delle sigarette. Un’idea bocciata sul nascere da Lega e Forza Italia: “Non mi risulta, e comunque sono contrario”, ha tagliato corto Matteo Salvini lasciando Palazzo Chigi. Alla fine il rincaro dei tabacchi è rimasto fuori dal decreto, come Giorgetti ha voluto mettere in chiaro: “Non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi”.
Sul fronte opposto, le opposizioni non hanno risparmiato le stoccate. “Il governo è disperato“, ha attaccato il senatore del Pd Francesco Boccia, rilanciando la richiesta – nella mozione unitaria di Pd, M5s, Avs e Iv – di attivare il meccanismo delle accise mobili, che consente di usare il maggior gettito Iva incassato con i rincari per abbassare le tasse sul carburante nel periodo successivo. Un secondo intervento, proprio con questo strumento, è atteso più avanti, quando saranno noti i dati sull’extragettito di luglio.
Il decreto proroga inoltre fino a luglio il contributo per gli autotrasportatori e introduce un credito d’imposta per l’agricoltura. Ma resta il nodo di fondo: prima di oggi il governo era già intervenuto sul caro carburanti sette volte, mobilitando circa due miliardi di euro. Lo sconto, partito da 25 centesimi al litro, si era via via assottigliato fino a cinque. Ora il taglio riparte, ma con la benzina esclusa e un orizzonte che si ferma al 6 agosto. Poi, di nuovo, si vedrà.