“La perseguitava da giorni”, ucciso dal fratello di lei

Il racconto choc del 16enne che si è costituito: “Voleva mia sorella a tutti i costi, poi l’ha travolta con l’auto”. Lui aveva un coltello e urlava “ti uccido”.

Bari Sardo (Nuoro) C’è un incubo lungo due settimane dietro il sangue versato nel cuore dell’Ogliastra. Simone Concas, 19 anni, è morto martedì pomeriggio con due coltellate, una all’addome e una alla schiena, al culmine di una vicenda che gli inquirenti stanno ricostruendo pezzo per pezzo. A stringere quel coltello, secondo la sua stessa confessione, è stato il fratello 16enne della ragazza che il giovane, poche ore prima, aveva tentato di uccidere investendola con l’auto. Un ragazzino che si è presentato spontaneamente dai carabinieri, accompagnato dal suo avvocato, e ha messo a verbale una frase che pesa come un macigno: “Perseguitava mia sorella e non accettava il rifiuto”.

Al centro di tutto c’è una studentessa universitaria di 22 anni, residente in un comune vicino, già fidanzata con un altro giovane di Bari Sardo. Da almeno due settimane, secondo il racconto messo a verbale dal fratello, Concas aveva cambiato atteggiamento: pretendeva a ogni costo una relazione con lei e, davanti ai continui rifiuti, era diventato sempre più arrogante e violento. Faceva parte della stessa comitiva di amici. Qualche giorno prima l’aveva insultata pesantemente in pubblico, e la situazione aveva iniziato a preoccupare anche le due famiglie, che avevano messo in guardia i ragazzi.

L’epilogo si è consumato intorno alle 18 di martedì, nel cortile del complesso sportivo “Circillai“. Concas incontra la ragazza, il suo fidanzato e il fratello 16enne. Non scende nemmeno dall’auto. Nasce un alterco. Quando i tre gli voltano le spalle per andarsene, il 19enne pigia sull’acceleratore e punta la sua Renault Clio contro di loro. Il fidanzato e il ragazzino riescono a gettarsi di lato. La giovane no: viene travolta, sbatte la testa, le gambe restano schiacciate. Si salva solo perché la corsa dell’auto si ferma contro due grossi massi posizionati a terra. È ora ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Brotzu di Cagliari, con seri traumi agli arti inferiori.

Dopo l’investimento Concas scappa a piedi. Il fratello della ragazza lo insegue da solo e lo raggiunge in via Leonardo Da Vinci. Qui, sempre secondo la versione del minorenne resa alla procuratrice di Lanusei Paola Dal Monte, il 19enne impugnava già un coltello e avrebbe gridato ti uccido. Nella colluttazione la lama gli sarebbe caduta di mano e il 16enne l’avrebbe raccolta per difendersi, colpendolo. Soccorso ancora vivo, Concas è morto poco dopo: ogni tentativo di rianimazione è stato inutile.

Il ragazzo, difeso dall’avvocato Marcello Caddori, non è fuggito: ha atteso il rientro del padre, gli ha raccontato tutto e insieme si sono presentati in caserma. “È molto provato, scioccato”, spiega il legale. “Con Simone erano amici. Non abbiamo nascosto nulla”. Il minorenne, che ha invitato gli inquirenti a controllare le telecamere di una palazzina di fronte, è ora rinchiuso nell’istituto penale minorile di Quartucciu, in attesa dell’udienza di convalida. Le indagini dei carabinieri di Lanusei e del Comando provinciale di Nuoro, coordinate dalla Procura di Lanusei e dalla Procura per i minorenni di Cagliari, proseguono per ricostruire con precisione l’ultimo, fatale confronto.