Evacuate diverse case e 21 Comuni sono a secco. Il grido del sindaco Gattuso: “Piena emergenza, servono i Canadair”.
Palermo – Un muro di fuoco che avanza sul crinale, le case svuotate in fretta e furia, i rubinetti a secco in mezza provincia. È l’inferno che si è abbattuto su Castronovo di Sicilia, piccolo centro del Palermitano stretto tra il caldo record e le fiamme che ieri sembravano domate e che oggi sono tornate a mordere con violenza. Un rogo che ha già lasciato una scia di danni e paura, tanto da spingere il primo cittadino Vitale Gattuso a lanciare un appello disperato: “Siamo in piena emergenza. Abbiamo bisogno di Canadair, uomini e mezzi perché la situazione è grave”.
Le fiamme hanno risalito il costone che sovrasta i centri abitati, costringendo le autorità a evacuare per precauzione alcune abitazioni. Sul posto sono arrivati i mezzi del 118, chiamati a soccorrere le persone che hanno accusato sintomi di intossicazione per il fumo denso che ha invaso le case.
Il fuoco non ha risparmiato nemmeno la campagna, già stremata dall’afa: colture e aziende agricole sono andate distrutte, ingoiate dal rogo insieme a decine di ettari di vegetazione. Ma il colpo più duro è arrivato quando le fiamme hanno raggiunto l’impianto di potabilizzazione Fanaco, cuore della rete idrica di gran parte del centro Sicilia.
A quel punto l’emergenza ha travolto un intero territorio. La società Siciliacque è stata costretta a interrompere la fornitura d’acqua in 21 Comuni tra Palermitano, Agrigentino e Nisseno, lasciando centinaia di famiglie a secco nel pieno di una delle estati più roventi degli ultimi anni. L’interruzione è stata comunicata anche alle prefetture e alla protezione civile.
Solo in serata è arrivato un primo segnale di sollievo. “L’incendio all’interno del potabilizzatore è stato spento”, ha fatto sapere il responsabile dell’area gestioni reti di Siciliacque, Mauro Benfante, spiegando che i tecnici sono già al lavoro per valutare il ripristino dell’impianto e verificare la qualità dell’acqua rimasta nelle vasche di trattamento.
Resta la ferita di una giornata drammatica, l’ennesima in una Sicilia che continua a bruciare sotto il bollino rosso del caldo. E resta l’appello del sindaco, che chiede alle istituzioni gli stessi Canadair che oggi possono fare la differenza tra un paese salvato e uno in ginocchio.