Incidente sull’A14, dopo la madre morto anche il figlio di sei mesi

Dopo sei giorni di agonia, il piccolo ha raggiunto mamma Fatma, che era deceduta sul colpo.

Bologna – Ci sono attese che non portano il lieto fine sperato, ma soltanto un secondo funerale. Per sei giorni interi il piccolo Younes, appena sei mesi di vita, ha combattuto la sua battaglia silenziosa nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna. Sei giorni in cui una famiglia intera ha pregato aggrappandosi a un filo di speranza. Poi, nella notte tra il 2 e il 3 luglio, quel filo si è spezzato: il bimbo non ce l’ha fatta, andando a raggiungere la sua mamma, volata via per prima.

Il dramma era iniziato all’alba di sabato 27 giugno, sull’autostrada A14, nel nodo di Bologna. La famiglia viaggiava a bordo di un minivan nel tratto tra Borgo Panigale e il bivio con l’A1, in una zona interessata da un cantiere stradale. Per cause ancora al vaglio della polizia stradale, il mezzo ha perso il controllo e si è ribaltato, finendo con le ruote all’aria contro il guardrail.

A pagare il prezzo più alto, subito, è stata la giovane mamma: Fatma Ghallab, 24 anni, originaria dell’Egitto e residente da tempo a Reggio Emilia. Per lei non c’è stato nulla da fare, morta sul colpo. Il piccolo Younes, che stando ai rilievi viaggiava in braccio alla madre, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo, precipitando nella scarpata dopo un volo di oltre tre metri.

Sul posto è arrivato un imponente spiegamento di soccorsi: quattro ambulanze, un’automedica e l’elisoccorso. Il neonato, trasportato in codice di massima gravità, è stato operato d’urgenza, ma le sue condizioni sono apparse disperate fin dal primo istante. Nell’incidente sono rimasti feriti, in modo meno grave, anche i nonni materni del bimbo e i due fratellini minori della giovane Fatma, che si trovavano a bordo dello stesso minivan.

Una famiglia venuta da lontano, che a Reggio Emilia stava costruendo il proprio futuro. Nei giorni dell’agonia anche il papà del piccolo, che lavora a Malta, era corso a Bologna per stringere un’ultima volta il figlio. Ora resta soltanto il dolore, affidato dai parenti a poche parole strazianti apparse sui social: “Il cuore è addolorato e gli occhi piangono. Non ci sono altre parole, piccolo Younes”.