Svuotava le casse dei condomini per viaggi e lussi: sparita con un milione di euro

La sessantenne bolzanina gestiva almeno sette stabili tra il capoluogo e le Dolomiti. I suoi due immobili messi all’asta, ma per i residenti le speranze di rivedere il denaro sono ridotte al minimo.

Bolzano – Pagavano puntualmente, ogni mese, convinti che quei soldi servissero a tenere in piedi il palazzo: le bollette della luce, il riscaldamento, l’ascensore, la manutenzione. Invece il denaro prendeva tutt’altra strada, inghiottito da un sistema di appropriazioni indebite durato quasi un decennio. Un’amministratrice condominiale di 60 anni, bolzanina, avrebbe sistematicamente svuotato le casse di almeno sei o sette condomini gestiti tra Bolzano, Carezza e la Val di Fassa, intascando circa un milione di euro. Poi, quando la resa dei conti si è fatta inevitabile, si è dileguata nel nulla.

A far scattare l’allarme sono stati gli stessi condòmini, insospettiti da bollette rimaste inevase e conti che non tornavano. Chi controllava gli estratti conto si trovava davanti a voci di spesa mai saldate, fornitori che reclamavano pagamenti arretrati e una contabilità ridotta a un colabrodo. Da lì sono partiti gli accertamenti, che hanno fatto emergere un quadro desolante: le quote versate fedelmente dai residenti, anziché finire nelle casse condominiali, venivano dirottate sui conti personali della donna e spese in viaggi e beni di lusso.

Un sistema collaudato, proseguito indisturbato per un decennio grazie alla fiducia cieca che i condomini riponevano nella loro amministratrice. Un meccanismo alimentato dalla frammentazione dei palazzi gestiti, dislocati su un’area vasta tra il capoluogo altoatesino e le valli dolomitiche: una distanza sufficiente a impedire ai residenti dei diversi stabili di confrontare le proprie esperienze e fiutare la truffa in tempo.

Quando il castello è crollato, la sessantenne ha scelto la strada della fuga. Risulta irreperibile, lasciando alle spalle decine di famiglie con un danno economico pesantissimo e la prospettiva concreta di dover mettere mano al portafoglio una seconda volta per coprire i debiti accumulati.

Il Tribunale di Bolzano ha nel frattempo disposto la vendita all’asta di due immobili di proprietà della donna, uno nel capoluogo e l’altro a Nova Levante. Un tentativo di recuperare almeno una parte del maltolto, anche se le possibilità che i residenti riescano a rivedere per intero le somme sottratte restano, secondo le prime valutazioni, estremamente ridotte. Sulla vicenda, rivelata dal quotidiano Alto Adige, potrebbe inoltre aprirsi un procedimento penale per appropriazione indebita aggravata, reato che dopo la riforma del 2018 prevede pene fino a cinque anni di reclusione.