Benzina e diesel, dal 4 luglio è stangata (di nuovo)

Il governo pronto a cancellare lo sconto sulle accise. Per gli automobilisti italiani, il consiglio pratico è uno solo: fare il pieno entro venerdì, ultimo giorno di sconto.

Roma – Dal 4 luglio fare il pieno costerà di più, e questa volta non si tratta di un’ipotesi ma di una certezza. Il governo ha deciso di non prorogare il taglio delle accise sui carburanti, lo sconto di 5 centesimi al litro che dal marzo scorso ha tenuto a freno i prezzi di benzina e diesel alle pompe. La misura, introdotta per tamponare l’emergenza del caro carburanti scoppiata con la crisi in Medio Oriente, si esaurirà il prossimo 3 luglio. E per milioni di automobilisti italiani si tradurrà in un rincaro immediato di 6,1 centesimi al litro, IVA compresa.

A dettare la linea sono stati i due ministri di peso dell’esecutivo. Il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla festa del quotidiano La Verità, ha chiuso la porta a ogni ripensamento: “Gli interventi sulle accise vanno a esaurirsi perché la bonaccia della pace ha generato un calo dei prezzi alle stazioni di servizio. Non è più necessario nella situazione attuale”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che ha ribadito l’assenza di ragioni per rinnovare lo sconto, visti i prezzi in discesa.

Ma all’interno della stessa maggioranza c’è chi predica cautela. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha aperto uno spiraglio: “Bisogna capire verso il 6 luglio come saranno le tariffe a livello nazionale, quindi sarà su quello che bisogna fare la valutazione”. La data non è casuale: è un lunedì, quando le medie nazionali dei prezzi vengono ricalcolate. Un modo per lasciare aperta una porta che Giorgetti e Urso hanno già chiuso a doppia mandata.

Intanto, i numeri parlano chiaro. Con lo sconto ancora in vigore, la benzina in modalità self service costa in media 1,829 euro al litro, il diesel si attesta a 1,922. Senza il taglio, le cifre saliranno automaticamente: la benzina toccherà quota 1,89 euro, il gasolio arriverà a 1,983, sfiorando la soglia psicologica dei 2 euro. In autostrada, dove i prezzi sono già più alti, il diesel supererà abbondantemente la barriera dei 2 euro, raggiungendo i 2,06 euro al litro. Per chi fa un pieno da 50 litri, la spesa aggiuntiva sarà di circa 3 euro a rifornimento.

L’ultimo rinnovo della misura, quello dal 7 giugno al 3 luglio, è costato alle casse dello Stato circa 150 milioni di euro. Una cifra che il governo non intende più stanziare, forte del calo delle quotazioni internazionali del petrolio seguito alla distensione nello Stretto di Hormuz.

Eppure gli analisti non condividono l’ottimismo dell’esecutivo. Il petrolio è calato del 24% nelle ultime settimane, ma alla pompa il prezzo della benzina è sceso appena del 6%: un divario che alimenta sospetti di speculazione lungo la filiera distributiva. A preoccupare è soprattutto la fragilità dello scenario geopolitico: l’accordo USA-Iran non offre garanzie di stabilità, i conflitti in Medio Oriente sono lontani da una risoluzione, e una linea governativa incerta – prima sì, poi forse, quindi no – rischia di offrire il fianco a manovre speculative al rialzo.

Per gli automobilisti italiani, il consiglio pratico è uno solo: fare il pieno entro venerdì 3 luglio, ultimo giorno di sconto. Poi, si vedrà.