L’ultima rilevazione conferma la crescita di Futuro Nazionale, ora appaiato al Carroccio al 5,3%. Fratelli d’Italia scende ma resta primo partito, bene il Pd.
L’ultima fotografia dell’istituto Swg per La7 certifica un sorpasso che fino a pochi mesi fa sembrava improbabile: Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, ha raggiunto quota 5,3%, agganciando la Lega di Matteo Salvini, ferma sulla stessa percentuale dopo un calo che la accomuna proprio al partito del generale. Mentre il Carroccio arretra, Futuro Nazionale continua infatti a guadagnare consensi settimana dopo settimana, in questa occasione mezzo punto percentuale in più rispetto alla rilevazione precedente.
Sul fronte degli altri partiti, Fratelli d’Italia resta saldamente primo nonostante una flessione dello 0,4%, fermandosi al 27,9%. Il Partito Democratico sale invece al 22,1%, mentre il Movimento 5 Stelle conferma il terzo posto e il proprio trend positivo, passando dal 13,1% al 13,3%. Buona la performance di Forza Italia, che guadagna due decimali e arriva al 7,2%, davanti ad Alleanza Verdi e Sinistra, stabile al 6,5%. Più distanziati gli altri partiti minori: Azione di Carlo Calenda si attesta al 3,1%, Italia Viva di Matteo Renzi al 2,4%, +Europa all’1,6% e Noi Moderati all’1,1%.
Il dato politicamente più rilevante riguarda però la posizione di Matteo Salvini, sempre più stretto tra una crescita di Vannacci che pare inarrestabile e una demonizzazione del generale che, paradossalmente, arriva tanto dal campo largo quanto dallo stesso centrodestra, finendo per alimentarne ulteriormente la popolarità. Difficile pensare che la proposta di affidare a Luca Zaia il ruolo di vicesegretario possa bastare a invertire questa tendenza: senza una svolta più netta, la Lega rischia di giocare un ruolo sempre più marginale alle prossime elezioni politiche.
Per provare a resistere all’avanzata di Vannacci e di Fratelli d’Italia, il Carroccio potrebbe essere costretto a tornare alle proprie radici nordiste, riportando al centro la questione settentrionale che ne aveva segnato la storia. Una scelta che, però, equivarrebbe a chiudere la stagione del Salvini che ha trasformato la Lega in un partito a vocazione nazionale: difficilmente lo stesso leader che ha costruito quella trasformazione può ora tornare a incarnare le battaglie identitarie del Nord. È un nodo di cui Salvini sembra essere consapevole e che spiega la sua riluttanza a cambiare rotta in modo radicale. Il tempo, però, comincia a stringere.
Sullo sfondo resta la partita più ampia per il centrodestra: se la coalizione dovesse scegliere di non aprire le porte a Futuro Nazionale, le possibilità per Giorgia Meloni di ottenere un nuovo mandato a Palazzo Chigi si ridurrebbero in modo significativo, proprio nel momento in cui Vannacci dimostra di poter erodere consensi che altrimenti finirebbero nel bacino del centrodestra.