Colpo al traffico illecito di tabacchi: quattro in carcere

Smantellata una fabbrica clandestina di sigarette allestita in un capannone abbandonato, con una capacità produttiva mensile di circa 40 milioni di unità: stimata un’evasione fiscale di circa 24 milioni di euro.

Reggio Emilia – I finanzieri del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal Tribunale a firma del Gip, Andrea Rat, nei confronti di 4 soggetti ritenuti responsabili di produzione illecita e contrabbando di tabacchi lavorati. Il provvedimento giunge in esito ad una complessa inchiesta condotta dal locale Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, sotto l’egida della Procura della Repubblica, nelle persone del Procuratore, Calogero Gaetano Paci e Valentina Salvi, che ha riguardato un gruppo criminale estero, operante in provincia, attivo nella produzione ed esportazione di sigarette di contrabbando, recanti marchi contraffatti.

L’indagine trae origine da un’operazione di polizia condotta dai finanzieri reggiani che ha permesso di individuare e smantellare, nello scorso mese di novembre, una fabbrica clandestina di sigarette, allestita in Reggio Emilia, addivenendo al sequestro di oltre 40 tonnellate di tabacco e alla denuncia di 11 persone, di cui una tratta in arresto in flagranza di reato.

Più precisamente, le Fiamme Gialle, a seguito della continua azione di controllo economico del territorio e di una mirata attività di intelligence, supportata dal network internazionale della Guardia di Finanza, sono riusciti ad individuare un potenziale sito produttivo di tabacchi illegali, realizzato in un capannone abbandonato nella zona industriale del capoluogo reggiano.

L’azione sul territorio, supportata del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO) della Guardia di Finanza, ha portato alla conferma delle ipotesi investigative tant’è che, nella notte del 25 novembre scorso, le unità operative delle Fiamme Gialle reggiane hanno proceduto al fermo di un autoarticolato in partenza dal sito attenzionato, rinvenendo un primo carico di sigarette di contrabbando recanti la marca contraffatta “Winston Blue”, successivamente quantificate in 7 tonnellate.

Sono scattate quindi le manette per l’autista del camion, tratto in arresto in flagranza del reato di contrabbando e, conseguentemente, l’irruzione nel sito, che dall’esterno appariva abbandonato e sigillato. Le operazioni di perquisizione, immediatamente condotte hanno confermato l’ipotesi investigativa: nel sotterraneo del capannone in questione, era stata realizzata una fabbrica clandestina di sigarette di imponente estensione (oltre 5.000 mq) con linee di produzione collegate a generatori, vasche per la trinciatura del tabacco, attrezzature per la rollatura delle sigarette e per il confezionamento dei pacchetti e delle “stecche”, nonché tutti i materiali e prodotti necessari al processo di fabbricazione (cartine, filtri, stampe contraffatte dei marchi di fabbrica e delle confezioni).

Nei locali perquisiti oltre ai macchinari di produzione, sono state rinvenute ulteriori 13 tonnellate di sigarette contraffatte marcaWinston Blue”, imballate e pronte per la spedizione, nonché 20 tonnellate di tabacco trinciato sfuso da avviare al processo produttivo di altrettante tonnellate di “bionde”.

All’interno del capannone era ricavata una serie di locali adibiti a dormitorio e, in linea generale, a uso dimora per le persone impiegate nell’attività illecita, presenti sul posto al momento dell’irruzione dei finanzieri, tutte sottoposte a fermo di identificazione e risultate essere straniere regolarmente presenti sul territorio nazionale ad eccezione di un cittadino tunisino, denunciato anche per violazione alla normativa in materia di immigrazione clandestina.

I successivi sviluppi investigativi, condotti sotto la direzione della Procura della Repubblica, hanno permesso di identificare i responsabili, italiani ed esteri, promotori ed organizzatori dell’illecita attività, che avevano arruolato i soggetti trovati nel sito e che si sono occupati, direttamente o indirettamente impartendo ordini agli “operai”, di tutti gli allestimenti necessari ad avviare la produzione nonché di quantificare i volumi produttivi del sito reggiano e più in generale del gruppo criminale così individuato.

Gli approfondimenti investigativi successivamente delegati hanno confermato l’esistenza di una struttura altamente organizzata e autosufficiente, implicante un investimento di significativo valore e un’operatività a ciclo completo, grazie a una linea integrata per la lavorazione del tabacco, a una linea integrata per la produzione e il confezionamento delle sigarette. Infatti, le perizie eseguite da personale specializzato della Anti-Illicit Trade Operations Unit della Japan Tobacco International, proprietaria del marchio “Winston Blue”, attivata dalla Guardia di Finanza per il tramite del II Reparto del Comando Generale hanno statuito che la capacità produttiva mensile dell’impianto reggiano fosse di circa 40 milioni di unità, ben oltre 1 milione di sigarette al giorno.

Il quadro probatorio così delineato è culminato con l’emissione dei provvedimenti di custodia cautelare in corso di esecuzione e consentiva, nel complesso, di quantificare una ragguardevole evasione fiscale, sia a titolo di IVA che di accise, pari a circa 24 milioni di euro, nonché di individuare ulteriori 70 tonnellate di tabacco trinciato acquistato, trasportato, importato e lavorato da parte dei soggetti coinvolti nella dinamica criminale oggetto di indagine.

I provvedimenti odierni riguardano un cittadino italiano residente in Germania, un cittadino polacco residente in Italia, un cittadino lettone e un cittadino bielorusso nonché l’esecuzione di una serie di perquisizioni locali sul territorio nazionale.