“Grazie alle mie mogli, sono state la mia forza”, ha detto nella conferenza stampa dopo la sentenza sull’omicidio di Pierina Paganelli.
“Ringrazio le mie mogli, sono state il fondamento della mia esistenza”. Con queste parole Louis Dassilva è intervenuto nella conferenza stampa convocata dopo l’assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto” nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli.
L’uomo, senza accettare domande da parte dei giornalisti, ha voluto innanzitutto ringraziare chi gli è stato vicino durante i tre anni di vicenda giudiziaria. Un pensiero particolare è andato alle due donne che ha definito “il fondamento della mia esistenza e della mia pazienza fino ad adesso”: la moglie Valeria Bartolucci e la compagna che vive in Senegal, dalla quale ha avuto due figli.
“Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto, che hanno sostenuto la mia famiglia, i miei avvocati e chiunque mi abbia dato una mano con lettere, messaggi o semplicemente con un saluto”, ha dichiarato.
Dassilva ha poi commentato brevemente la sentenza di assoluzione:
“Sono molto contento e felice che la Corte d’Assise abbia capito che non c’entro niente in questa vicenda, perché io non ho fatto niente e non c’entro niente con questo omicidio“.
Nel corso delle indagini erano emersi anche aspetti della sua vita privata, tra cui la relazione con Manuela Bianchi, nuora della vittima, e altri rapporti sentimentali. Nella sua dichiarazione pubblica, tuttavia, Dassilva ha scelto di citare esclusivamente le due compagne.

Parlando del futuro, ha inoltre escluso l’ipotesi di lasciare l’Italia:
“Non ho intenzione di andare via, ve lo dico chiaramente. L’Italia è un Paese che mi piace, mi è sempre piaciuto e il mio desiderio è continuare a vivere qui”.
Prima di tornare al suo lavoro di operaio metalmeccanico, ha spiegato, raggiungerà il Senegal per fare visita alla compagna e ai figli.