Sono esposti reperti dagli anni ’50 per testimoniare quanto il monouso resti nell’ambiente più delle nostre vite.
Milano – È stato inaugurato questa mattina, all’interno del mercato di quartiere di via Rombon 34, in zona Lambrate, il Museo della Plastica, uno spazio nato per mostrare concretamente quanto i prodotti monouso possano sopravvivere nell’ambiente ben oltre la durata di una vita umana.
Flaconi, contenitori e oggetti in plastica rimasti nell’ambiente per oltre mezzo secolo, ancora oggi quasi integri, sono al centro dell’esposizione promossa da Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, in collaborazione con il Municipio 3 del Comune di Milano e con Sogemi, società partecipata dal Comune di Milano che gestisce il Mercato Alimentare di Milano e quindici mercati di quartiere della città, compreso quello di Rombon, riaperto lo scorso ottobre al pubblico dopo svariati anni di abbandono.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, scuole e istituzioni sugli effetti dell’inquinamento da plastica e sulla persistenza dei prodotti monouso nell’ambiente, attraverso un’esposizione composta da reperti realmente recuperati dai volontari di Plastic Free lungo il Delta del Po.
Si tratta principalmente di flaconi, contenitori e oggetti in plastica monouso rimasti intrappolati per decenni nella vegetazione del fiume e riemersi in seguito a piene e mareggiate. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, molti prodotti sono stati identificati e datati: alcuni reperti risalgono addirittura agli anni ’50, come una coppa gelato in plastica, mentre molti altri sono riconducibili al periodo compreso tra gli anni ’70 e ’90. Nonostante siano rimasti nell’ambiente per svariati decenni, molti degli oggetti esposti risultano ancora oggi in condizioni quasi integre, a testimonianza concreta della straordinaria persistenza della plastica e il potenziale impatto sugli ecosistemi e sulla salute umana.
Il valore educativo e simbolico del progetto è stato sottolineato anche dalle istituzioni presenti all’inaugurazione. “Grazie ancora una volta a Plastic Free, che nella nostra città è ormai una garanzia – dichiara Elena Grandi, assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano – Come assessorato abbiamo fatto tanto insieme e siamo molto fieri del percorso costruito. Questo progetto è particolarmente importante perché racconta come la plastica sia qualcosa che non si distrugge mai, che non deve essere dispersa, che non deve stare nei nostri mari, nei nostri fiumi e nei nostri suoli. Questa mostra raccoglie oggetti del passato e dimostra come la plastica, proprio perché indistruttibile, diventi rapidamente un reperto archeologico. Vedere nelle bacheche oggetti di 20, 30, 40 o 50 anni fa ancora intatti, recuperati in luoghi dove non avrebbero mai dovuto trovarsi, è un insegnamento per tutti – conclude – a una maggiore attenzione verso il nostro pianeta e verso il luogo in cui abbiamo la fortuna di vivere e che dobbiamo curare meglio e di più”.
Accanto alla dimensione istituzionale, il Museo nasce soprattutto come strumento di educazione ambientale e di coinvolgimento delle nuove generazioni. “L’inaugurazione del Museo della Plastica è stata un momento molto bello, partecipato dalla cittadinanza, dalle autorità locali, da Sogemi e da tanti partner e amici dell’associazione – dichiara Matteo Bignardi, referente regionale Lombardia di Plastic Free Onlus – La speranza è che questo spazio possa essere vissuto dai cittadini e, con la ripresa dell’anno scolastico, da tanti studenti che accompagneremo qui attraverso eventi dedicati. Vogliamo offrire ai giovani la possibilità di vedere dal vivo ciò di cui parliamo ogni giorno nelle scuole, trasformando questi reperti in uno strumento concreto di educazione ambientale. Il nostro impegno sarà quello di fare in modo che tanti ragazzi possano entrare in questi spazi e uscirne con una consapevolezza maggiore su questi temi”.





