Morte di Andrea Purgatori, quattro medici a processo

La Gup ha disposto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. Il dibattimento inizierà il 12 gennaio.

Roma – Quattro medici andranno a processo per la morte del giornalista Andrea Purgatori. Il cerchio si chiude, almeno sul piano giudiziario, con la decisione della giudice per l’udienza preliminare di Roma Paola Petti che ha accolto la richiesta della Procura e disposto il rinvio a giudizio con l’imputazione di omicidio colposo. L’udienza inaugurale è fissata al 12 gennaio

A rispondere delle loro scelte cliniche saranno il radiologo Gianfranco Gualdi e il suo collaboratore Claudio Di Biasi, la specialista Maria Chiara Colaiacomo e il cardiologo Guido Laudani. La tesi accusatoria è che nei mesi che hanno preceduto la morte del giornalista e autore televisivo siano state commesse scelte sbagliate, omissioni rilevanti e valutazioni mediche gravemente errate.

Purgatori, già in trattamento per un tumore polmonare, aveva ricevuto la diagnosi di metastasi cerebrali, diagnosi che aveva giustificato un ciclo di radioterapia. L’esame sul corpo ha però smentito quella diagnosi: metastasi non ce n’erano. C’era invece un’endocardite infettiva, patologia che risponde agli antibiotici se intercettata in tempo e che non era mai stata identificata né trattata. La perizia medico-legale non usa mezze parole: definisce quanto accaduto una “catastrofica sequela di errori e omissioni”.

Nell’ambito della stessa udienza, la giudice ha riconosciuto la responsabilità civile delle strutture sanitarie in cui Purgatori trascorse le sue ultime settimane, le cliniche Pio XI e Villa Margherita, e ha ammesso al procedimento anche una compagnia assicurativa. I familiari del giornalista si costituiranno come parte civile.