I finanzieri contestano l’appropriazione di oltre 1.700 marche da bollo, del valore di 16 euro ciascuna, di cui aveva disponibilità per ragioni d’ufficio.
Como – I finanzieri, al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno contestato ad un dipendente del locale Comune, in servizio presso l’Ufficio di Stato Civile, l’appropriazione di oltre 1.700 marche da bollo, del valore di 16 euro ciascuna, di cui aveva la disponibilità per ragioni d’ufficio.
Le investigazioni, iniziate nell’estate del 2025 e condotte anche grazie alla collaborazione del Comune, sono partite da alcune irregolarità rilevate nelle procedure amministrative dell’Ufficio Morti dello Stato Civile di Como e dell’Ufficio Decessi dell’Ospedale “Sant’Anna” di San Fermo della Battaglia che, per talune incombenze burocratiche, fa riferimento alla struttura del capoluogo.
Gli accertamenti dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Como si sono in particolare concentrati sulla corretta apposizione delle marche da bollo sulle pratiche di cremazione e di dispersione delle ceneri dei defunti.
Nella prima fase delle indagini sono stati sequestrati, a seguito di perquisizioni disposte dall’Autorità Giudiziaria, oltre 4.900 fascicoli mortuari relativi a decessi intercorsi tra il 2022 e il 2025, per un totale complessivo di circa 15.000 documenti. Successivamente, sono state acquisite informazioni dai direttori tecnici e titolari delle imprese di onoranze funebri nonché da pubblici dipendenti degli uffici comunali.
L’analisi incrociata degli elementi acquisiti ha consentito di ricostruire sia le procedure amministrative che il modus operandi del predetto funzionario infedele, il quale, in sintesi, si faceva consegnare le marche da bollo, talvolta anche in numero superiore a quello necessario, dalle imprese di onoranze funebri, salvo poi appropriarsene e non apporle sulle istanze di cremazione e dispersione presentate.
Gli accertamenti svolti hanno consentito di rilevare come su dette istanze e sulle autorizzazioni rilasciate il pubblico ufficiale provvedeva invece, a seconda dei casi:
• ad applicare valori bollati rimossi da altre pratiche: sono stati infatti riscontrati casi di duplice o addirittura triplice utilizzo di una singola marca da bollo apposta su più documenti intestati a diversi defunti;
• alterare a penna il numero seriale e la data impressi sulla marca da bollo, lasciando nel fascicolo del de cuius i documenti in copia e non in originale.
Per quanto sopra, il funzionario comunale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Como per i reati di peculato, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione e distruzione di atti veri nonché per falsificazione di valori di bollo.
Alla luce delle evidenze investigative, il Tribunale di Como ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nonché un decreto di sequestro preventivo del profitto del reato, finalizzato alla confisca, pari a 27.904 euro.