Controlli rafforzati lungo la fascia confinaria con la Slovenia: intercettata una vettura con a bordo cinque pakistani.
Udine – I militari della Guardia di Finanza, nel quadro dell’ininterrotta attività di vigilanza della fascia confinaria con la Repubblica slovena, hanno intercettato un’autovettura in ingresso nel territorio dello Stato con a bordo 5 soggetti di nazionalità pakistana, di cui 3 privi di qualsiasi documento identificativo.
I successivi accertamenti, svolti anche con l’ausilio del personale del Commissariato di PS di Cividale del Friuli, hanno consentito di confermare lo stato di clandestinità di 2 dei soggetti a bordo del mezzo e di identificare il 3° soggetto. I militari hanno provveduto ad analizzare i dati dei telefoni cellulari in possesso dei soggetti fermati, al fine di ricostruire gli spostamenti ed eventuali movimentazioni di denaro.
Constatata la situazione, le Fiamme Gialle hanno informato l’Autorità Giudiziaria locale, la quale ha disposto l’arresto dell’autista del mezzo, che è stato poi tradotto presso la Casa Circondariale di via Spalato.
Gli altri due soggetti regolarmente presenti in Italia sono stati denunciati in stato di libertà ed il mezzo utilizzato è stato sottoposto a sequestro. I clandestini, invece, entrati in Italia, hanno poi formalizzato richiesta di asilo politico e, per questo motivo, sono stati invitati presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Udine per regolarizzare la loro posizione.
Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto eseguito in flagranza di reato dalle Fiamme Gialle e disposto, come misura più idonea per fronteggiare il pericolo della recidiva nella commissione del reato contestato, il divieto di dimora nei comuni della Regione Friuli Venezia Giulia nei confronti dell’indagato.
La Guardia di Finanza, con dedizione ed impegno, svolge attività di concorso al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, tra cui il servizio di vigilanza fissa e dinamica connesso al ripristino dei controlli di polizia alle frontiere interne terrestri con la Slovenia, sulla base dell’art. 28 del Regolamento (UE) 2016/399 (c.d. Codice frontiere Schengen).
La sospensione di Schengen comporta la reintroduzione temporanea dei controlli di polizia alle frontiere interne europee, per motivi di sicurezza, terrorismo o alta pressione migratoria. I controlli, attivi in diverse zone, prevedono verifiche su documenti, passaporti e veicoli, senza eliminare la libera circolazione, ma limitandola. I controlli sono stati prolungati, in particolare lungo la rotta balcanica e i confini terrestri e marittimi italiani.