Smantellato gruppo criminale, disposto carcere e arresti domiciliari: avrebbero distribuito cocaina, hashish e marijuana e rifornito gli spacciatori della città.
Arezzo – La polizia di Stato, con l’Operazione Minerva ha dato esecuzione, nella giornata di sabato 18 aprile scorso, a 5 ordinanze di custodia cautelare (1 in carcere e 4 agli arresti domiciliari), emesse dal Gip presso il tribunale locale, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per il reato di traffico di sostanze stupefacenti in concorso ex artt. 110 c.p. e 73 DPR 309/90.
In particolare, le ordinanze di custodia cautelare emesse dal competente Gip sono state eseguite dalla Squadra Mobile all’esito di complesse attività d’indagine avviate sotto il coordinamento della Procura della Repubblica nell’agosto 2025, anche con il supporto di attività tecniche di intercettazione ambientale e telefonica, che hanno consentito di acquisire gravi, precisi e concordanti elementi indiziari a carico di un gruppo criminale, composto prevalentemente da cittadini di nazionalità italiana, con a capo un cittadino di nazionalità albanese.
In particolare avrebbe distribuito cocaina, hashish e marijuana, nella provincia di Arezzo, nel corso del 2025, approvvigionando, con ingenti quantità di stupefacenti consumatori di zona e piccoli spacciatori attivi all’interno del territorio aretino, con cessioni quotidiane effettuate a domicilio a bordo di diversi veicoli in uso al gruppo criminale oggetto d’indagine, così come documentato dalle attività tecniche di intercettazione svolte dalla Squadra Mobile e dai numerosi riscontri effettuati su strada dagli operatori di polizia nel corso di svariati servizi di osservazione, controllo e pedinamento predisposti al fine di monitorare le attività criminose poste in essere dagli indagati.
Nel corso delle indagini è stato documentato, dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile, come gli odierni indagati, 5 in totale, 4 destinatari della misura cautelare emessa dal Gip ed eseguita nella giornata di ieri ed 1 già in regime di arresti domiciliari per un precedente arresto, con diversi ruoli all’interno del gruppo criminale oggetto d’indagine, rifornissero quotidianamente con consegne a domicilio, a bordo di diversi autoveicoli, non solo semplici consumatori, ma anche diverse reti di spaccio al dettaglio attive in città, come ad esempio alcuni cittadini nordafricani dediti ad attività di micro-spaccio in zona Saione e Campo di Marte.
L’attività d’indagine, svolta anche con l’ausilio delle intercettazioni, ha fatto emergere, anche il concorso, all’interno della rete criminale di una donna, destinataria della misura cautelare degli arresti domiciliari, compagna del cittadino albanese posto ai vertici del gruppo, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere. I tre cittadini italiani, invece, rivestivano per lo più il ruolo di corrieri incaricati di consegnare la sostanza stupefacente a domicilio, ossia di detenere, custodire e confezionare, in luoghi ad hoc individuati, la sostanza stupefacente destinata allo spaccio cittadino.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 750 grammi di cocaina, 500 grammi di hashish, 1 kilogrammo di marijuana oltre a bilancini di precisione, materiale per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente, telefoni cellulari utilizzati per le comunicazioni e la somma contante di € 1.350,00 quale provento dell’attività di spaccio. Tre persone, aderenti al gruppo criminale in questione, sono state arrestate in flagranza di reato dalla Squadra Mobile, nel corso delle indagini.
Nel medesimo contesto investigativo, prima delle esecuzioni avvenute nella giornata di ieri, i 5 indagati hanno reso interrogatorio preventivo dinnanzi al Gip ed è stato eseguito un decreto di perquisizione disposto dalla Procura della Repubblica nei confronti dei 5 soggetti destinatari di misura cautelare che ha tratto esito positivo, avendo rinvenuto gli operatori della Squadra Mobile, nella disponibilità di uno degli indagati, bilancini di precisione, sostanza da taglio, materiale per il confezionamento e residui di sostanza stupefacente precedentemente trattata, ad ulteriore riscontro dei gravi, precisi e concordanti elementi indiziari acquisiti nel corso delle indagini e delle esigenze cautelari che hanno portato il Gip all’emissione dei provvedimenti restrittivi nei confronti degli indagati stante la loro pericolosità sociale ed il rischio di reiterazione del reato.
Dopo l’esecuzione da parte della Squadra Mobile dei provvedimenti cautelari emessi dal Gip ed il compimento degli atti di rito, un indagato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Arezzo e altri tre indagati sono stati collocati presso i rispettivi luoghi di dimora in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente. Un indagato, come detto, si trovava già ristretto in regime di arresti domiciliari per un precedente arresto maturato sempre nel corso dell’attività d’indagine in argomento.