Evocavano le anime dei bambini seviziati

Esoterismo, magia nera e rituali violenti all’insegna del satanismo erano praticati molto spesso dalle alte sfere della svastica.

Durante l’ultima guerra mondiale, a pochi giorni dalla liberazione da parte delle truppe alleate, erano ancora frequenti esperimenti di contattismo medianico fra gli alti ranghi delle truppe scelte naziste. In pratica diverse equipe di scienziati, appassionati del settore, nella quiete dei bunker antiaerei trascorrevano gli ultimi giorni della loro vita, prima del suicidio di massa, invocando gli spiriti delle vittime morte ammazzate nei campi di concentramento.

Un rituale barbaro a cui partecipavano anche molte donne in cerca delle ultime emozioni prima di ingoiare la capsula di cianuro. Un testimone di diverse sedute spiritiche organizzate da personale in forza alle SS è stato Karl Richter, defunto anni addietro, celibe, all’epoca dei fatti marconista e telegrafista presso una delle tante stazioni radio piazzate alla periferia di Berlino nel 1944.

Lo stesso Hitler era attratto dall’esoterismo e pare lo praticasse con assiduità

L’uomo, che parlava perfettamente l’italiano per aver studiato a Firenze diversi anni, era solito raccontare agli amici più intimi alcuni episodi sconcertanti:

”…Si mettevano in una decina attorno ad un tavolo ed uno di loro, il medium, evocava l’anima di qualcuno che aveva sofferto le torture più dolorose – raccontava Karl con grandissima emozione – dopo qualche istante di silenzio, nella penombra della stanza blindata, si materializzava in una delle pareti nude la figura del recluso di turno ammazzato per gasazione o fucilato dal plotone d’esecuzione. I partecipanti alla macabra cerimonia insultavano l’entità che poco dopo essere apparsa incominciava a gridare sino a scomparire… Non so se ho assistito ad un film dell’orrore o a che altro…”.

All’interno dei lager accadeva di tutto

Il racconto dell’ex marconista si faceva via via più raccapricciante:

”…Qualche volta sul tavolo del rituale si poggiavano i poveri resti mummificati delle persone ammazzate – aggiungeva Karl – come a voler facilitare il contatto con loro. Alcuni medium sembravano formidabili nel chiamare le anime in pena dei poveri defunti ed una seduta poteva durare anche ore sino allo stremo delle forze del sensitivo. Poi quando tutto tornava alla normalità si organizzavano orge e giochi erotici dove l’alcol si consumava a fiumi assieme a sostanze stupefacenti e incensi di varie essenze…”.

L’anziano pensionato quando riferiva ai pochi amici le terribili esperienze vissute scuoteva la testa e rabbrividiva al solo ricordo di simili nefandezze a cui dovette assistere per forza, in caso di rifiuto sarebbe stato eliminato dai suoi superiori davanti a tutti:

”…Un mio giovane collega si rifiutò di schiacciare con gli stivali il cranio di una donna massacrata dalle SS – continuava Karl – Stava per tornare nel suo alloggio quando un capitano lo chiamò ad alta voce e gli conficcò nelle spalle una grossa sciabola che lo trafisse da parte a parte. Poi fece trascinare il cadavere in cortile e ordinò che fosse dato in pasto ai cani…”.

Gli alti ufficiali delle SS erano attratti dai rituali medianici

Il povero ex soldato, a questo punto del racconto, iniziava a piangere e ne aveva ben ragione. I nazisti rimasero i più grandi appassionati di scienze occulte ed erano soliti organizzare i rituali di magia nera più antichi del mondo. Dai misteriosi cerimoniali latino-americani a quelli Incas, Aztechi e Afro-cubani ed altri ancora.

Manifestavano una cultura esoterica tanto straordinaria quanto sconvolgente e non è improbabile che utilizzassero le arti magiche contro i nemici del Terzo Reich. Ma c’è di più:

”… Si coprirono di crimini orrendi – concludeva Karl singhiozzando – Non esitavano ad uccidere bambini di pochi anni per poi cercare di evocarne lo spirito. Si divertivano a far soffrire i morti anche nell’aldilà. Nessuno riuscì ad evitare questa orribile consuetudine che ebbe fine, per quanto ne so, soltanto anni dopo il termine delle ostilità. Ricordo ancora quei volti che urlavano sino a scoppiare…”.