Diversi episodi identici in pochi giorni allarmano i guardiaparco: avviate le analisi sulle carcasse degli animali e sulle possibili esche.
L’Aquila – Un attacco frontale alla biodiversità sta colpendo il cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nel pomeriggio di mercoledì 15 aprile, una pattuglia di guardiaparco ha rinvenuto i corpi senza vita di cinque lupi in località San Francesco, nel comune di Alfedena. L’episodio, già di per sé drammatico per l’entità del danno faunistico, assume contorni inquietanti poiché si inserisce in una scia di morti sospette avvenute con modalità identiche.
Come riporta Il Pescara, solo pochi giorni prima, infatti, un altro analogo ritrovamento aveva interessato il territorio di Pescasseroli, dove erano stati rinvenuti altri cinque lupi morti. In meno di una settimana, la popolazione locale di predatori è stata ridotta di dieci unità.
I primi accertamenti, condotti con il supporto fondamentale del nucleo cinofilo antiveleno del Parco, avrebbero fatto emergere l’uso di esche avvelenate. Si tratta di una pratica illegale e spietata, utilizzata spesso per colpire i predatori ma capace di innescare una reazione a catena letale per l’intero ecosistema. Le carcasse e il materiale sospetto rinvenuto sul terreno sono stati posti sotto sequestro penale.
La ripetitività dei ritrovamenti suggerisce che non si tratti di casi isolati, ma di un’azione deliberata e sistematica. Le autorità del Parco hanno espresso una ferma condanna, sottolineando come l’uso del veleno rappresenti un pericolo non solo per i lupi, ma per qualsiasi animale selvatico o domestico e per la salute pubblica.