L’impianto Apollonio-Socrepes, che doveva essere un’opera chiave per le Olimpiadi, è rimasta al “palo” tra frane, autorizzazioni mancanti e inchieste della Procura.
Cortina d’Ampezzo – Doveva essere il fiore all’occhiello della mobilità olimpica, un’infrastruttura “imprescindibile” per collegare i nodi strategici dei Giochi Invernali. Invece, la cabinovia Apollonio-Socrepes si è trasformata in un simbolo di gestione contestata: un’opera incompiuta che non ha mai trasportato un passeggero, circondata da critiche tecniche, burocratiche e giudiziarie.
Nonostante l’annuncio ufficiale di completamento dell’opera lo scorso 6 marzo, la realtà dei fatti ha restituito un quadro ben diverso, fatto di collaudi mai avviati e gravi carenze documentali.
Sicurezza e criticità geologiche
Il cuore del problema risiede nel terreno su cui poggiano i piloni dell’impianto. L’area è nota per essere geologicamente fragile, caratterizzata da un versante instabile e dalla presenza di una faglia attiva. La complessità del sito aveva già spinto importanti società internazionali a sfilarsi dal progetto nelle fasi iniziali.
Alla fine di marzo, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture non aveva ancora ricevuto la documentazione tecnica necessaria. Senza questi dati, è stato impossibile effettuare i sopralluoghi obbligatori e rilasciare il nulla osta all’esercizio.
Da 22 a 35 milioni: l’esplosione dei costi
Oltre ai problemi tecnici, a pesare sulla vicenda è il lato economico e gestionale. Il budget iniziale di 22,8 milioni di euro è lievitato fino a sfiorare i 35 milioni di risorse pubbliche. Sotto la lente d’ingrandimento è finito anche l’affidamento diretto dei lavori, avvenuto senza una gara d’appalto, una procedura giustificata con l’urgenza olimpica ma che ora alimenta forti perplessità sulla trasparenza dell’operazione.
Inchieste e risvolti giudiziari
La vicenda è ora oggetto di due diversi fronti investigativi. La Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta per presunto disastro e frana colposi, scaturita dalle denunce dei residenti preoccupati per la stabilità del versante. Come riporta Today.it, inoltre, è stato presentato un esposto alla Corte dei Conti, che punta a fare chiarezza sull’impiego dei fondi pubblici e sull’efficacia di un’opera che, al momento, risulta inutilizzabile.
La parlamentare Luana Zanella ha ribadito la gravità della situazione, sottolineando come permangano critiche profonde sulla sicurezza e sulla gestione dei flussi finanziari. Mentre le Olimpiadi passano, Cortina resta con un’infrastruttura sospesa nel vuoto, la cui utilità e sicurezza rimangono, ad oggi, un’incognita.