Allarme truffa Tari: finti avvisi di irregolarità via SMS per svuotare i conti

Diversi Comuni segnalano un’ondata di “smishing”. Il messaggio invita a chiamare numeri a sovrapprezzo per sanare presunte anomalie nei pagamenti dei rifiuti.

Cresce il numero di segnalazioni riguardanti una nuova e insidiosa truffa legata alla Tari, la tassa sui rifiuti. Numerosi cittadini in tutta Italia, inclusi i residenti del Comune di Napoli, stanno ricevendo SMS ingannevoli studiati per creare uno stato di urgenza e spingere le vittime a richiamare numerazioni a sovrapprezzo o a fornire dati bancari sensibili.

Il meccanismo, basato sulla tecnica dello smishing (phishing tramite SMS), sfrutta la paura di sanzioni tributarie per indurre gli utenti a compiere azioni repentine senza le dovute verifiche istituzionali.

Come funziona l’inganno

Il raggiro segue un protocollo preciso e collaudato:

  1. L’aggancio: il cittadino riceve un messaggio dal testo generico: “La sua posizione Tari risulta irregolare. È richiesto un suo tempestivo contatto al numero xxxxx per evitare aggravamenti”.
  2. L’assenza di dati: il testo non riporta mai il nome del destinatario, l’anno di riferimento o il numero di pratica, elementi invece sempre presenti nelle comunicazioni ufficiali.
  3. Il contatto: l’utente viene spinto a chiamare numeri con prefissi speciali (come 893 o 895). Queste chiamate hanno costi elevatissimi e servono a trattenere la vittima in linea il più a lungo possibile per prosciugare il credito telefonico.
  4. Il furto dei dati: in alcuni casi, operatori compiacenti simulano un ufficio tributi e richiedono i dati della carta di credito o del conto corrente con la scusa di “regolarizzare immediatamente” la posizione, procedendo poi a prelievi non autorizzati.

Le caratteristiche del messaggio truffa

Per non cadere nella rete dei malintenzionati, è fondamentale analizzare con occhio critico il contenuto dell’SMS. I segnali d’allarme principali sono:

  • Tono minaccioso e urgente: l’uso di termini come “tempestivo” o “aggravamenti” serve a ridurre la capacità critica del destinatario.
  • Numerazioni sospette: gli enti pubblici non chiedono mai di essere ricontattati su numeri a sovrapprezzo.
  • Mancanza di canali ufficiali: non viene fornito alcun link a siti istituzionali (con dominio .gov.it) né riferimenti a uffici fisici sul territorio.

Consigli per la prevenzione

Le autorità e i gestori del servizio rifiuti ribadiscono che le comunicazioni relative a irregolarità nei pagamenti avvengono solitamente tramite posta raccomandata, PEC o all’interno dell’area riservata dei portali comunali.

In caso di ricezione di messaggi sospetti, la procedura corretta prevede di non chiamare assolutamente il numero indicato. È invece necessario verificare autonomamente la propria posizione fiscale accedendo al sito ufficiale del proprio Comune tramite SPID o CIE, oppure contattando i numeri verdi del gestore rifiuti reperibili sulle bollette originali o sui portali istituzionali. Ogni richiesta di dati della carta di credito effettuata telefonicamente deve essere considerata un tentativo di frode.