Una scomparsa avvolta nel silenzio, un ritrovamento che non chiude nulla e una figlia che non smette di cercare la verità.
Pescara – Dicembre 2024. A Spoltore, piccolo comune alle porte di Pescara, nel cuore dell’Abruzzo, un uomo svanisce nel nulla. Si chiama Rudy Cavazza. La sua assenza non passa inosservata: c’è una figlia, Priscilla, che lo cerca, che non si rassegna al silenzio, che vuole risposte. Le settimane passano senza notizie. L’angoscia di chi aspetta si mescola all’impotenza di chi non sa dove guardare.
Due mesi dopo la scomparsa, il corpo di Rudy viene ritrovato senza vita nei pressi della stessa zona dove era stato ospitato da alcuni parenti. Non lontano, dunque. Quasi nascosto in piena vista. Le circostanze della morte rimangono oscure. La Procura di Pescara apre un fascicolo, ma l’indagine procede contro ignoti. Nessun nome, nessun volto, nessuna certezza. Solo domande.
Priscilla non si ferma. Non può farlo. In questi mesi ha lavorato instancabilmente, affiancata dall’avvocato Katia Ferri, legale dell’associazione Penelope Abruzzo, realtà da anni impegnata al fianco delle famiglie di persone scomparse. Il lavoro legale è stato meticoloso: memorie depositate più volte alla Procura di Pescara, nel tentativo di alimentare un’indagine che rischiava di arenarsi nel limbo degli atti contro ignoti. Poi, la svolta procedurale. L’avvocato Ferri ha sporto una denuncia per stalking e minacce contro soggetti che, secondo la famiglia, si trovavano con Rudy prima della sua scomparsa. Un atto formale, preciso, che punta il dito verso chi potrebbe sapere qualcosa, o tutto.
“Vogliamo giustizia per mio padre”, ha dichiarato Priscilla. Parole semplici, dirette, cariche di un dolore che non cerca visibilità ma verità. Dietro quella frase c’è una figlia che ha perso il padre in circostanze mai chiarite, che ha attraversato mesi di silenzio istituzionale e di attesa logorante, e che ha scelto di non abbassare la testa.
La denuncia per stalking e minacce apre uno scenario inquietante: Rudy potrebbe aver vissuto, nei giorni o nelle settimane precedenti alla scomparsa, sotto una pressione esterna, una minaccia concreta. La vicinanza del ritrovamento al luogo dove era ospitato solleva interrogativi sulla dinamica degli ultimi momenti della sua vita, interrogativi che per ora restano senza risposta.