Il Dipartimento della Difesa statunitense pubblica altri 64 documenti in linea con l’ordine esecutivo di Donald Trump.
Washington – Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha reso pubblica una seconda tranche di materiale ufficiale relativo ai cosiddetti Uap (Unidentified Anomalous Phenomena), la denominazione tecnica utilizzata per indicare i fenomeni anomali non identificati storicamente noti come Ufo. Il nuovo pacchetto è composto da 64 file multimediali declassificati, contenenti registrazioni audio, rapporti testuali e decine di filmati catturati dalla strumentazione di bordo dei velivoli militari americani. La pubblicazione segue le direttive formali tracciate dall’ordine esecutivo firmato all’inizio dell’anno dal presidente Donald Trump in materia di trasparenza governativa sui segreti aerospaziali.

Il materiale, consultabile liberamente sulla piattaforma web dedicata allestita dal Pentagono per il monitoraggio dei fenomeni aerei insoliti, offre una panoramica dettagliata sulle interazioni tra le forze armate e oggetti dalle traiettorie non convenzionali.
Nello specifico, la documentazione rilasciata venerdì comprende 6 documenti in formato Pdf, 7 registrazioni file audio contenenti le comunicazioni radio dei piloti e 51 filmati. Molti dei video presentano immagini sgranate o catturate attraverso i visori termici e a infrarossi dei caccia intercettori, accompagnate da schede descrittive sull’andamento del volo.
Nonostante il rigore della catalogazione, lo stesso Pentagono ha tenuto a precisare che una parte significativa dei reperti risulta lacunosa dal punto di vista contestuale. Per gran parte delle clip e dei tracciati, infatti, gli archivi militari non dispongono di informazioni precise o verificabili circa le coordinate geografiche e le date esatte in cui sono avvenuti gli avvistamenti.

Questo secondo rilascio giunge a due settimane esatte di distanza dalla pubblicazione del primo lotto di dati sensibili, confermando l’accelerazione impressa dall’amministrazione Trump sul fronte della desecretazione.
Il primo blocco di faldoni digitali aveva già offerto agli analisti e all’opinione pubblica centinaia di pagine provenienti dai dossier storici dell’Fbi sugli Ufo, verbali secretati di incontri ravvicinati vissuti da piloti dell’aeronautica e della marina, dispacci diplomatici riservati relativi a incidenti aerei internazionali e materiale fotografico inedito proveniente dalle missioni della Nasa. Le indagini tecniche della task force del Pentagono proseguiranno sui restanti archivi per verificare la natura dei fenomeni, ad oggi non associabili ad armamenti noti o a tecnologie terrestri censite.