Ora legale permanente, la Camera avvia l’indagine conoscitiva

L’84% dei cittadini europei si era già espresso a favore dell’abolizione del cambio d’ora nel 2018. Ora l’Italia prova a riaprire il dossier.

L’Italia torna a ragionare sull’ora legale permanente. La X Commissione della Camera – Attività Produttive, Commercio e Turismo – ha dato il via libera all’avvio di un’indagine conoscitiva dedicata agli effetti che l’abolizione del cambio stagionale dell’orario potrebbe produrre sul sistema economico, energetico e produttivo del Paese. L’iniziativa era stata presentata lo scorso novembre su proposta della Società Italiana di Medicina Ambientale, di Consumerismo No profit e del deputato della Lega Andrea Barabotti.

Il tema non è nuovo. Nel 2018 la Commissione Europea aveva aperto una consultazione pubblica che aveva raccolto 4,6 milioni di risposte: una quota pari all’84% dei partecipanti si era dichiarata favorevole all’eliminazione dell’obbligo di spostare le lancette due volte l’anno. L’anno successivo il Parlamento Europeo aveva approvato una proposta di direttiva che avrebbe lasciato a ciascuno Stato membro la libertà di scegliere il regime orario preferito, ma il processo si era bloccato tra le difficoltà legate alla pandemia e le divergenze politiche tra i Paesi, senza mai approdare a una decisione definitiva.

Ora la Camera vuole colmare questo vuoto conoscitivo con dati aggiornati e specifici per la realtà italiana. I numeri già disponibili offrono indicazioni significative: secondo le rilevazioni di Terna relative al periodo 2004-2025, l’adozione dell’ora legale ha già consentito all’Italia di risparmiare oltre 12 miliardi di chilowattora, con un beneficio economico stimato in circa 2,3 miliardi di euro per i cittadini. Sul fronte ambientale, la Società Italiana di Medicina Ambientale calcola che ogni anno vengano evitate tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate di emissioni di CO2, un risultato paragonabile all’assorbimento garantito da milioni di nuovi alberi. Tre ricerche presentate in sede europea convergono inoltre nel ritenere che un sistema orario unico porterebbe vantaggi anche per il mercato interno e il settore dei trasporti.

L’indagine conoscitiva approvata dalla Commissione punta a mettere a confronto i diversi modelli possibili – mantenimento del cambio stagionale oppure adozione stabile dell’ora legale – analizzandone le ricadute socioeconomiche, le implicazioni per la produttività e il potenziale di risparmio energetico. Non è esclusa la valutazione di una fase di sperimentazione attraverso una proroga dell’ora legale. Saranno chiamati a contribuire istituzioni nazionali ed europee, autorità indipendenti, associazioni di categoria come Confindustria, Confcommercio e Confartigianato, organizzazioni dei consumatori e ricercatori accademici. I lavori dovranno concludersi entro il 30 giugno prossimo.