Con i venti di guerra in Medio Oriente, l’energia non è più “solo” una spesa ma il bivio che decide se possiamo curarci o riempire il carrello. Ecco la mappa delle rinunce nel dossier Eumetra.
Non è più una questione di decimali o di accise. La bolletta, nell’Italia che guarda con il fiato sospeso l’escalation tra Stati Uniti e Iran, ha smesso di essere una semplice voce di costo per trasformarsi in un implacabile spartiacque sociale. Secondo l’ultima indagine Eumetra, il rincaro dell’energia è diventato la variabile impazzita che decide chi può ancora permettersi la normalità e chi deve scivolare verso la rinuncia.
Il bivio della sopravvivenza
I numeri raccontano una realtà che va oltre l’economia: è una crisi di civiltà. Se il costo di luce e gas dovesse salire anche solo del 10%, due famiglie su tre (il 68% del campione analizzato) finirebbero dritte davanti a un bivio drammatico. I dati raccolti da Eumetra delineano un quadro di estrema fragilità sociale: l’energia non è più solo una voce di spesa, ma la variabile che decide se un cittadino può permettersi di curarsi o di fare la spesa. Non si tratta più di scegliere tra il modello di scarpe nuovo o un weekend fuori porta, ma di decidere se riscaldare la casa o andare dal medico.
La mappa delle rinunce
Per compensare i costi di luce e gas, gli italiani sono pronti a una “dieta” forzata che colpisce ogni settore della vita quotidiana. Tra chi prevede tagli, le rinunce riguardano:
- Uscite e tempo libero: 71%
- Consumi di energia domestica: 64% (si terranno le luci spente e il riscaldamento al minimo)
- Abbigliamento e accessori: 62%
- Spostamenti e trasporti non strettamente necessari: 49%
- Spese alimentari: 26%
- Spese sanitarie (visite, controlli, dentista): 24%
La salute messa in mora
Il dato che gela il sangue è quel 24% di italiani pronto a sacrificare la propria salute. Quasi un cittadino su quattro dichiara che, di fronte a una bolletta troppo salata, la prima cosa a saltare sarebbe la prevenzione: visite specialistiche rimandate a data da destinarsi, controlli oncologici che slittano, cure dentistiche che diventano un lusso insostenibile. La luce accesa in cucina sta spegnendo il diritto alla cura.
Un Paese al buio (per scelta)
Per il 64% degli intervistati, la strategia di difesa è il “razionamento” domestico: si vive al buio, si abbassa il termostato, si cronometra ogni elettrodomestico. È un’Italia che torna indietro nel tempo, dove il benessere conquistato in decenni viene eroso in poche settimane dalle tensioni geopolitiche a migliaia di chilometri di distanza.
L’impatto sui bilanci: solo il 12% è “al sicuro”
L’indagine mostra come la capacità di resistenza degli italiani sia ridotta al lumicino. Solo il 12% degli intervistati ritiene di poter assorbire gli aumenti senza difficoltà. Per tutti gli altri è buio pesto:
- Il 49% giudica l’impatto sul bilancio familiare tra il “difficile” e il “molto critico”.
- Le difficoltà maggiori si registrano tra le donne (72% pronte a tagliare spese) e nelle regioni del Sud e delle Isole.
- Nel Centro Italia si tocca il picco di chi definisce la situazione “molto critica” (18%).
La spinta verso le rinnovabili
Di fronte all’incertezza geopolitica, gli italiani chiedono un cambio di rotta deciso. Il 41% dei cittadini (con punte del 48% tra gli over 55 e al Sud) ritiene che l’unica via d’uscita sia accelerare sulle energie rinnovabili per slegarsi dai ricatti del mercato internazionale. Il nucleare, invece, spacca l’opinione pubblica: piace al 24% del campione, ma raccoglie un consenso più alto tra i giovani (32%).
Effetti a catena sui consumi delle famiglie
“La nostra ricerca evidenzia come anche un aumento relativamente contenuto delle bollette possa generare effetti a catena sui consumi delle famiglie”, spiega Matteo Lucchi, CEO di Eumetra. “Quando l’energia costa di più, le persone reagiscono comprimendo altre spese, con conseguenze che coinvolgono l’intero sistema economico”, conclude.