“Nessuno deve essere menato”: la risposta di un’app di Intelligenza Artificiale che ha convinto l’adolescente a denunciare i maltrattamenti.
Novara – Un incubo lungo nove anni, fatto di percosse sistematiche con ogni oggetto a portata di mano: cinture, fili del caricabatterie, utensili da cucina, bastoni o scope. Qualsiasi cosa servisse a colpire con forza un ragazzino di 15 anni, colpevole soltanto di non soddisfare le pretese scolastiche dei propri genitori. Le punizioni, secondo quanto ricostruito dalla polizia, avvenivano almeno tre volte a settimana ed erano iniziate quando il giovane aveva appena 6 anni.
La svolta è arrivata lo scorso 24 gennaio, quando l’adolescente ha trovato il coraggio di scappare di casa. Prima di rivolgersi alle autorità, il ragazzo ha cercato una conferma insolita ma decisiva consultando una nota app di Intelligenza Artificiale.
Alla sua richiesta di aiuto, l’IA ha risposto in modo netto: “Nessuno deve essere menato” e “questa non è una situazione normale”. Quelle poche parole, unite al supporto del padre di un amico, gli hanno dato il coraggio di comporre il 112.
Davanti agli agenti della squadra mobile, il 15enne ha descritto una realtà di terrore quotidiano. Ha raccontato persino di aver preso un brutto voto intenzionalmente per dimostrare ai genitori che la violenza era inutile ai fini del profitto, ottenendo però solo altre botte.
Le indagini sono state rapide. Gli agenti hanno ascoltato l’amico del minore e suo padre, che hanno confermato il racconto e lo stato di profonda prostrazione del ragazzo. I genitori, di 42 e 54 anni, originari del Bangladesh, sono stati denunciati per maltrattamenti, mentre l’adolescente è stato immediatamente messo in sicurezza e affidato ai servizi sociali.
In un momento di estremo bisogno, come quello vissuto dal 15enne di Novara, sapere a chi rivolgersi può fare la differenza tra il silenzio e la salvezza. Se l’intelligenza artificiale ha fornito la spinta morale, la rete dei centri di ascolto e di supporto è ciò che garantisce protezione legale e psicologica.
Ecco i principali canali e punti di riferimento per chi si trova in una situazione di pericolo o disagio:
- 112 (Numero Unico di Emergenza): È sempre il primo passo in caso di pericolo immediato. La Polizia e i Carabinieri sono addestrati per intervenire e mettere in sicurezza i minori.
- 1522 (Numero Antiviolenza e Stalking): Gratuito e attivo 24 ore su 24. Anche se spesso associato alla violenza sulle donne, è un punto di ascolto fondamentale per denunciare maltrattamenti in ambito familiare. È disponibile anche una chat sul sito ufficiale per chi non può parlare al telefono.
- App YouPol: Sviluppata dalla Polizia di Stato, permette di inviare segnalazioni (anche in forma anonima) su episodi di bullismo e violenza domestica, inviando foto o video in tempo reale.