Arrivano nuovi social al posto dei vecchi?

E’ probabile ma non è facile. Le nuove piattaforme come Are.na, Cosmos e Silk sono radicalmente differenti da TikTok, Facebook, LinkedIN e Instagram diventati ormai troppo ingombranti.

I social saranno mai veramente “social”? I social network, piattaforme digitali online che permettono agli utenti di creare profili personali, connettersi con altre persone e col mondo intero, hanno fatto sentire la loro irruente presenza dalla metà degli anni 2000. Da tempo, nel variegato mondo della rete, si teorizza la loro fine.

Ed invece sono ancora qui e lottano con noi, anche se molte piattaforme sono veramente in crisi, per svariati motivi, come ad esempio l’eccessiva pubblicità presente o per la natura non occidentale della proprietà, come la cinese TikTok. Il problema è che i vari Facebook, Instagram, LinkedIN, negli anni hanno costruito comunque una presenza ingombrante e, dunque, se qualche nuovo social network decidesse di entrare nel mercato, le difficoltà sarebbero enormi.

Inoltre le novità scarseggiano, nel senso che non vengono proposte caratteristiche diverse e non si registra un’autentica richiesta da parte degli utenti. Riuscire ad abbandonare i servizi che si stanno utilizzando da anni è complicato e, quasi, impossibile, anche perché il lancio di una nuova piattaforma dipende da una miscela di dinamiche culturali, sociali e storiche che sono variabili che sfuggono al controllo.

Gli esperti sostengono che sarà molto difficile, da qui a qualche anno, assistere all’ingresso di qualche nuovo social allo stesso livello di quelli precedenti. Sembra più fattibile concentrarsi su realtà più piccole, basate su una comunità con un’alta fidelizzazione e gestione più controllabile. Gli utenti sembra che abbiano interrotto l’uso dei social per instaurare nuove conoscenze, ma si sono trasformati in pubblico passivo di influencer, celebrità e contenuti di creator. Però qualche piattaforma in controtendenza rispetto al modus operandi dei colossi del settore esiste.

Secondo “Dazed”, una nota rivista britannica di moda e cultura underground, esistono social network alternativi e senza pubblicità invasiva. Tra questi Are.na, una piattaforma online indipendente per la ricerca creativa, la raccolta e l’organizzazione di idee e contenuti (link, immagini, video, testi) in raccolte visuali chiamate “canali” unendo funzionalità di social network e strumento di gestione della conoscenza, tutto senza pubblicità, algoritmi o “like“, per favorire un approccio più riflessivo e collaborativo alla costruzione della conoscenza, usata da artisti, designer e ricercatori. 

I vecchi social hanno davvero i giorni contati?

Un’altra alternativa è Cosmos, considerato un ecosistema decentralizzato di reti indipendenti che comunicano tra loro per scambiare dati e valore, permettendo di comunicare tra loro, superando i limiti di isolamento dei sistemi tradizionali. Infine Silk, una piattaforma sorta grazie ad un gruppo di persone amanti di moda, cultura underground e visual design, in cui si possono creare composizioni visive che possano facilitare i rapporti professionali e non nella realtà quotidiana.

Un modo per rispettare l’etimologia di social network, ossia costruire e mantenere relazioni sociali, professionali o basate su interessi comuni, funzionando come una rete sociale virtuale che facilita l’interazione e la comunicazione in modo esteso e immediato. Nati con questo scopo, nei fatti si sono trasformati in strumenti di solitudine, ansia e dipendenza.

Ben vengano nuove realtà indipendenti che tentano di sfuggire al monopolio dei grandi nomi, perché la sana concorrenza produce benefici sia al mercato che alla democrazia.