Violentata dal collega durante il turno, poi il ricatto: “Se parli ti licenzio”

La donna, appena assunta, sarebbe stata abusata sul luogo di lavoro. Nonostante le minacce, ha trovato il coraggio di denunciare.

Bologna – C’è un luogo che dovrebbe significare stipendio, colleghi, un futuro da costruire: il posto di lavoro. Per una donna appena assunta in una cooperativa del Bolognese, invece, quel luogo si sarebbe trasformato nella scena di un incubo. Un turno come tanti, trascorso fianco a fianco con un collega molto più grande di lei, sarebbe finito con una violenza sessuale e con una minaccia agghiacciante, sussurrata per comprarne il silenzio: “Se lo racconti a qualcuno, ti faccio licenziare”. Ma la vittima non si è piegata al ricatto e ha denunciato tutto, facendo scattare le manette.

La vicenda arriva da Castel San Pietro Terme, alle porte di Bologna, dove i carabinieri della locale stazione hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 57enne italiano, con precedenti di polizia. La misura è stata firmata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna su richiesta della Procura, che ha coordinato le indagini. I fatti, secondo gli inquirenti, risalgono allo scorso agosto.

Uomo e vittima lavoravano per la stessa cooperativa. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna era stata assunta da poco e i due stavano svolgendo insieme un turno quando, stando all’ipotesi accusatoria, sarebbe avvenuto l’abuso. Subito dopo la violenza, l’uomo avrebbe cercato di tapparle la bocca, minacciandola di farle perdere il lavoro se solo avesse aperto bocca con qualcuno.

Un ricatto che, per fortuna, non ha funzionato. La vicenda è emersa durante un intervento di soccorso dei carabinieri: raggiunta dai militari, la donna ha trovato la forza di parlare e ha raccontato di essere stata violentata dal collega durante il turno.

Informato dell’accaduto, il Pubblico ministero di turno ha disposto l’immediata attivazione delle tutele previste per le vittime di violenza. È scattato il “codice rosso”, la procedura d’urgenza pensata per i casi di violenza domestica e di genere, che accelera l’intervento della magistratura e le misure di protezione. La donna è stata poi accompagnata al pronto soccorso attraverso un percorso sanitario protetto e riservato, il cosiddetto “codice rosa”.

Le successive indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Bologna, hanno portato in fretta all’identificazione del presunto responsabile e alla richiesta della misura cautelare. Il giudice ha disposto i domiciliari e i militari hanno eseguito l’ordinanza. Ora l’uomo dovrà rispondere dell’accusa di violenza sessuale. Per la vittima, invece, resta la ferita di un tradimento consumato nel posto che avrebbe dovuto essere sicuro, e il coraggio di chi ha deciso di non tacere.