La sua auto si è ribaltata più volte nei vigneti di Scansano. Grave una ragazza di 15 anni, ora in coma farmacologico all’ospedale di Siena.
Grosseto – C’è un sole beffardo, adesso, fuori dall’obitorio dell’ospedale di Grosseto, dove decine di persone si stringono in abbracci muti per non crollare. È qui che l’intera comunità marocchina di Scansano ha vegliato il corpo di Abdelwahid Haichami, 29 anni, muratore descritto da tutti come “buono come il pane”, strappato alla vita in una manciata di secondi al ritorno da una festa di compleanno. Un ragazzo che non beveva e non fumava, “la persona più brava del mondo”, morto mentre riportava a casa tre amiche minorenni.
La tragedia si è consumata all’alba di domenica 6 settembre, intorno alle 3.40, lungo la strada provinciale Scansanese, all’altezza dell’incrocio in direzione Arcille, in località Preselle. Abdelwahid e le tre ragazze tornavano da un diciottesimo festeggiato in un locale di Principina a Mare. All’improvviso la sua Fiat Bravo è uscita di strada e si è ribaltata più volte, fermandosi solo davanti ai vigneti.
L’impatto è stato devastante. Quando i soccorritori sono arrivati, l’auto era poco più di un ammasso di lamiere: il parabrezza in frantumi, il tetto sfondato, la parte anteriore distrutta prima contro l’asfalto e poi contro la terra. Per il giovane, deceduto sul colpo, non c’è stato nulla da fare: il suo corpo è stato estratto dalle lamiere solo nelle prime ore del mattino.
A dare l’allarme sono stati alcuni automobilisti di passaggio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, un’automedica, due ambulanze della Croce Rossa e una della Misericordia, insieme ai carabinieri della Stazione di Scansano, ora al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Le tre ragazze, due quindicenni e una diciassettenne, sono state estratte vive dalle lamiere. La più grave, una 15enne, è stata trovata priva di conoscenza: intubata sul posto, è stata trasferita d’urgenza con l’elisoccorso Pegaso al policlinico Le Scotte di Siena, dove si trova in coma farmacologico e in prognosi riservata. Le altre due sono state portate all’ospedale Misericordia di Grosseto: le loro condizioni non destano preoccupazione.
Abdelwahid viveva a Scansano da circa dieci anni, insieme ai genitori e al fratello Larbi, 23 anni. Arrivato dal Marocco, si era costruito una vita fatta di lavoro e di rapporti solidi: faceva l’operaio edile in una ditta di Grosseto. Sabato pomeriggio era uscito di casa poco dopo le 17.
“Ci ha salutati, ha detto ciao a me e ai miei genitori ed è uscito con la sua macchina, una Fiat Bravo. Da allora non lo abbiamo più visto. È stata quella l’ultima volta in cui lo abbiamo visto vivo”, ha raccontato il fratello Larbi al quotidiano Il Tirreno.
Nonostante il dolore, il primo pensiero della famiglia è andato alle ragazze ferite: “Abbiamo saputo che una è molto grave e ci dispiace tanto, speriamo che si rimetta il prima possibile”. Fuori dall’obitorio, sotto il sole, la comunità musulmana si stringe attorno alla madre, al padre e al fratello di Abdel. “Nella disgrazia ci compattiamo”, dicono. “Era uno di noi”.