Aggressione in pieno centro a Bologna: l’anziano è stato colpito con un tubo di ferro e lasciato a terra. Caccia a due ventenni.
Bologna – Un urto involontario, di quelli che sugli autobus affollati capitano decine di volte al giorno. Tanto è bastato per scatenare una violenza cieca. Un uomo di 70 anni, originario del Senegal, è stato seguito e colpito in pieno volto con una spranga di ferro da due ragazzi di circa vent’anni, all’angolo tra via Irnerio e piazzale Camillo Baldi, a pochi passi dalle bancarelle del mercato. È successo sabato scorso, la mattina di Halloween, in una delle zone più trafficate del centro storico.
Tutto comincia a bordo della linea 93. Il mezzo è pieno e l’anziano, mentre scende alla fermata Sferisterio, sfiora i due giovani. Un contatto da nulla, che però ai due non va giù. “Cosa c… fai? Non ci toccare”, gli urlano contro. Lui si volta, fa un cenno di no, come a dire di non aver fatto niente, e riprende la sua strada verso il mercato.
È lì che la lite si trasforma in agguato. I due lo raggiungono alle spalle, lo accerchiano e lo colpiscono al viso con un tubo di ferro. Il 70enne crolla sull’asfalto, quasi privo di sensi, mentre gli aggressori scappano di corsa facendo perdere le proprie tracce.
A dare l’allarme è una passante di circa 50 anni, che lo vede steso a terra. Sul posto arrivano i carabinieri del Nucleo Radiomobile, che lo aiutano a rialzarsi e gli tamponano le ferite. Confuso, con la voce che trema, l’uomo riesce a dire solo poche parole: “Mi hanno colpito con una spranga di ferro. Due ragazzi mi hanno picchiato”. I sanitari del 118 lo medicano e lo trasportano al pronto soccorso del Sant’Orsola per gli accertamenti.
Ora è caccia ai responsabili. I carabinieri della stazione Bologna stanno passando al setaccio le telecamere di videosorveglianza della zona e potrebbero acquisire anche le immagini registrate a bordo del bus. E c’è un’ipotesi che rende tutto ancora più inquietante: non si esclude che quella reazione spropositata non sia stata un raptus, ma un’aggressione premeditata, studiata prima ancora di scendere dal mezzo.


