Uomo travolto e ucciso da un treno merci

Le condizioni del corpo, gravemente compromesse dall’urto con il convoglio, non hanno ancora permesso il riconoscimento.

Ferrara – Sono le 22.30 di giovedì 9 luglio quando, sulla banchina della stazione, si consuma una tragedia che le telecamere di sorveglianza fissano in ogni istante. Un uomo cammina con passo incerto e barcollante lungo il marciapiede. All’improvviso urta un treno passeggeri in partenza e l’impatto lo scaraventa giù, sui binari. Prova a rialzarsi, chiede aiuto gridando, ma intorno a lui non c’è nessuno. Pochi minuti dopo, sullo stesso binario, transita un treno merci: il macchinista non fa in tempo a vederlo. L’investimento è fatale.

La ricostruzione degli inquirenti si regge quasi interamente sui filmati della videosorveglianza dello scalo. Le immagini mostrerebbero l’uomo mentre si muove sulla banchina con andatura instabile, prima dello scontro con il convoglio in partenza. Caduto tra le rotaie, avrebbe cercato di rimettersi in piedi senza riuscirci, in una zona lontana dalle aree di salita e discesa dei passeggeri. Proprio quella posizione, defilata e poco frequentata a quell’ora, avrebbe reso invisibile la sua presenza a chiunque avrebbe potuto soccorrerlo.

Sul posto è intervenuta la Polfer, la polizia ferroviaria, che ha avviato gli accertamenti. Per i soccorritori non c’è stato nulla da fare: hanno potuto solo constatare il decesso. La circolazione sulla linea è rimasta sospesa per consentire i rilievi, nonostante a quell’ora le corse fossero poche.

Le indagini proseguono su due fronti. Il primo è la dinamica: resta da chiarire in quali condizioni si trovasse l’uomo al momento della caduta e se fosse ancora cosciente nei minuti precedenti l’investimento. Il secondo è l’identità della vittima. Le condizioni del corpo, gravemente compromesse dall’urto con il merci, non hanno ancora permesso il riconoscimento, e addosso all’uomo non sono stati trovati documenti. Al momento nessuna denuncia di scomparsa risulta collegata al caso.

In un primo momento si era ipotizzato un gesto volontario. Ma l’analisi dei video ha indirizzato gli investigatori verso una diversa lettura: nelle immagini non compaiono altre persone e non ci sono segnali di una spinta o di un’aggressione. Per questo sono state escluse sia l’ipotesi del suicidio sia quella dell’omicidio. Resta la tragedia di un uomo caduto nel silenzio, le cui grida d’aiuto sono cadute nel vuoto.